sei tu?

Gennaio 8, 2013

Ieri sera, intorno alle 22,00 apro, tanto per, la casella della mia posta e trovo una mail con la segnalazione di un signore che mi scrive il suo numero di cell. E mi dice di aver visto Davide, di essere stato dai Carabinieri ed aver depositato una dichiarazione molto dettagliata sull’incontro con questo ragazzo con il quale ha parlato per un bel po’, si chiama Davide e gli ha detto di essere scappato da una  Comunità di Terni. Dove siamo? A Napoli. Perché mi ha scritto? Perché si trovava davanti al televisore, giusto, giusto, sintonizzato su Rai3 e proprio quando “Chi l’ha visto” ha trasmesso un promo della trasmissione dove hanno fatto vedere Davide. A telefono mi ha raccontato che quando incontrò questo ragazzo (una ventina di giorni fa) non sapeva nulla di Davide mio. Ma non appena ha visto l’immagine in TV, ha immediatamente collegato che si trattava di lui. Così si è subito recato da Carabinieri, ha chiamato la redazione della trasmissione, ha scritto a me.

Mie considerazioni: 1) troppe coincidenze che si incrociano; 2) dopo 4 anni di silenzio, nel giro di tre mesi arrivano le segnalazioni di tre Davide (questo è il terzo), tutti dalla stessa zona (zona dove vive il padre) 3) in questa società, in linea di massima, così individualista, frettolosa ed indifferente, invece questi Davide incontrano persone ricche di umanità, sensibilità, altruismo, solidarietà (che con l’occasione ringrazio di cuore). Ebbene vi prego di dirmi, in assoluta sincerità, se sono io una soggetta ad allucinazioni o seguace di stupidi fantasmi oppure se anche voi non leggete questo infinito, incessante e temporalmente ravvicinato fenomeno di coincidenze che si incastrano così bene come un chiaro messaggio che il mio Davide vuole essere trovato.

Anche questa volta ho attivato la macchina operativa per l’individuazione di questo ragazzo, incrocio le dita, ma se anche questa volta non è lui (ho detto a quel signore, così che lei ha notato una somiglianza, “no, signora, non è una somiglianza è lui”) dicevo se non è o non dovesse essere lui, a me comunque, ripeto mi resta nel cuore il calore del messaggio. “mamma cercami che mi trovi”. Lancio un accorato appello a tutti gli addetti ai lavori: vi prego, con il cuore in mano, aiutatemi a portare alla luce mio figlio. Grazie.

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