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Davide, figlio della primavera

marzo 20, 2012

Ogni anno, da metà - fine febbraio (secondo la mitezz

mamma e figlio

mamma e figlio

a del clima), attraversando le belle campagne che, dal lavoro mi conducono a casa, comincio a sentire l’aria che cambia profumi, comincio a vedere i primi germogli timidamente comparire sui rami degli alberi, e quando, via, via, con il passare dei giorni, inizio ad ammirare la fioritura del pesco e poi della mimosa, e il biancospino,ed ancora le foglie assumere un verde sempre più intenso e brillante, le infinite distese di terreni vestirsi di mille colori donati dagli umili, ma a parer mio, i più splendidi fiorellini: margheritine, primule, violette, ciclamini, fiordalisi, papaveri, ranuncoli…. Le pecorelle e le caprette al pascolo. Non posso fare a meno che compiacermi ed esclamare: “che spettacolo!!!!”. Ebbene, dicevo, ogni volta, che percorro quella strada, sento accelerare i battiti del mio cuore, sempre più velocemente, sempre più disordinatamente, quasi all’impazzata …. Il pensiero?….. Ecco l’annuncio della rinascita, e quindi, ecco il compleanno di Davide.

Adesso, quando arrivo a casa, lo trovo, è lì che mi aspetta e mi dice: “ciao mamma, avevo desiderio di farmi fare gli auguri da te”

30davideBuon Compleanno, amore mio!
da tutti noi,

ed un augurio speciale dalla tua mamma che ti stringe forte, forte al cuore e ti dice. “grazie di avermi reso mamma” ed aggiunge quella frase che ti piaceva tanto sentirti dire. Quando ti raccontavo, “Sai quale è la preghiera della mamma?
“Mio Signore, mio Dio, una volta, cento volte, mille volte, dammi sempre lo stesso figlio.”

Auguri DAVIDE!

Ricordi Da’? L’anno scorso ad Orvieto tante splendide persone tutte lì per te, per festeggiarti con tutta la speranza e l’amore che i loro, i nostri cuori sapevano contenere.

Persone splendide e vere come Caterina, la mamma di Fabrizio, te ne ho parlato tante volte, che so che ormai, come me, gli vuoi bene anche tu. E, alla mia sinistra Mauro, lo speleologo alpino che insieme al suo staff e tutti i mezzi di cui disponevano si sono ritrovati per le campagne di Orvieto a cercarti.

E’ passato 1 anno, cinquantadue settimane, trecentoosessantacinquegiorni, ottomilasettecentosessanta ore, cinquecentoventicinquemilaseicentominuti, 31milionicinquecentotrentaseimila secondi. (credo,… non prendetemi alla lettera, sono una poco scientifica e matematica) che è accaduto di straordinario in questo tempo?…………..

IL TUO NON RITORNO.

Amor mio, trasformiamo questa straordinarietà, lasciandola tale, anzi t’assicuro, diventerebbe la straordinarietà della straordinarietà. Sai cosa?

IL TUO RITORNO………………..

BUON 31° AMORE MIO ………..

                                                         comincia a preparare il fiato, le candeline stanno diventando assai.

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il sogno che può diventare realtà

febbraio 13, 2012

Io ho sempre vissuto in un mondo magico e fiabesco per tutto quello che riguarda l’irrazionale, ovvero i sentimenti, le emozioni, le paure, il coraggio, ecc., sicuramente, anche se inconsapevolmente, è, ed è stato, per difendermi dal dolore che, inevitabilmente ne deriva. Difatti visto che, per mia fortuna, ho un  compagno molto pragmatico, Davide mi diceva: “mamma, Gianni dovrebbe indossare uno scampolo delle tue ali e tu dovresti calzare un pezzeto dei suoi scarponi chiodati”  

Ecco quindi che in questi giorni ho immaginato e visto tutti i nostri ragazzi (Davide, Fabrizio, Andrea, Michele, ……………..,………………,……………,  con le guanciotte tutte arrossate dal grande freddo mentre si rincorrevano lanciandosi palle di neve, facendo dei mega scivoloni, arrotolandosi nel tappeto immacolato e sofficedella neve appena caduta.  Ridendo e scherzando, sentendosi tornare un po’ bambini.
Li ho immaginati e visti vestiti con un buon equipaggiamento che li riparava bene dal freddo e subito dopo li ho visti entrare in un rifugio a mangiare polenta e salsicce, bere bevande calde dalla “grolla” e, caffè dalla “coppa dell’amicizia”, (tipiche della Valle d’Aosta) mentre si guardavano e si dicevano, l’un l’altro, che la vita è bella e loro la vogliono vivere tutta e fino in fondo. …..
Cate, ti prego, allenta un po’ il “cordulo” di cemento armato che incornicia il tuo cuore tenendolo bloccato in una morsa di dolore, ti prego Cate, tutte noi abbiamo solo un fermo immagine a cui aggrapparci con tutte le nostre forze, l’ultimo sguardo, l’ultimo saluto, l’ultimo sorriso, l’ultimo vestito, con cui abbiamo visto i nostri figli per l’ultima volta. Ma noi possiamo permetterci il lusso di pensare che è un “ultimo” temporaneo e temporale perchè tra oggi e domani uno di stì mascalzoni ci ricompare davanti gli occhi, è diventerà lo sguardo di oggi, il saluto di oggi, l’abbraccio di oggi, il vestito di oggi e… in un attimo tutto tornerà come prima.
Un bacio Cate,…. mi raccomando a te, se no ti sgrido. Un abbraccio a tutte le mamme che aspettano.
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la forza dell’unione

gennaio 17, 2012

In uno spettacolare scenario naturale, come quello delle “mie” montagne, le Alpi e, precisamente, Bardonecchia, nell’alta Val di Susa, in provincia di Torino, ho avuto il piacere di partecipare ad una “tavola rotonda” organizzata da Caterina Catalano, Presidente di Penelope Piemonte e mamma di Fabrizio, allo scopo, ancora una volta di sensibilizzare degli addetti ai lavori al fenomeno degli scomparsi e relativi problemi.

In particolare “il trait d’union” è stato con un volontario del soccorso alpino, lo speleologo Renato Pirona.

Vi ricordate che vi raccontai che nella battuta che facemmo per la ricerca di Davide, avevo ricevuto un grande contributo dai soccoritori alpini? Che furono attenti, professionali ed infinitamente umani.? Gli rivolgo un grande plauso perchè lo fanno proprio per credo, a loro spese, mettendo perfino, di tasca loro, il carburante nella jeep.

Quindi, dicevo, ancora una volta, si è cercato di coinvolgere persone che sono all’oscuro di quanto è gigantesco il fenomeno delle scomparse, ma che hanno tanta volontà di affinnare e costruire linee guida per la ricerca che, però, una volta per tutte dovrebbero diventare realtà. Chiaramente il tutto va fatto con il contributo delle Isituzioni che dovrebbero emanare una legge ad hoc che, non si capisce perchè continuano ad ostinarsi a non rendere definitiva, nonostante le infinite pressioni fatte a cura dell’Associazione Penelope, dalla sua Presidente Nazionale, da tutto il direttivo ed dai famigliari delle vittime di scomparsa.

Così come sarebbe assolutamente importante stabilire da un punto di vista giuridico chi è la persona scomparsa. Pensate alle mogli o ai mariti che hanno la comunione dei beni: casa, macchina, ecc.  Come riscuotere una liquidazione, un’assicurazione sulla vita, ecc., per la pensione della persona che è scomparsa,  è un intricatissimo scenario, appunto giuridico, che si presenta in questi casi.

Quindi questo convegno è stata una nuova “flebo” di fiducia e speranza per chi in futuro dovrà cadere nella terribile fatalità di sparire dalla propria vita e da quella dei propri cari.

E come non dirvi, che è stata una rinnovata “sberla” emotiva, da far tremare il cuore nel riparlare di Davide, Fabrizio, Federica, Giovanni, pochi nomi che vogliono rappresentare uno ad uno la città sommersa degli scomparsi: 24 mila, che esistono in Italia. Ci sono comuni che hanno molto meno abitanti, come il paese dove vivo io che, con tutti i paesini limitrofi, ne conta 12 mila in totale, quindi gli scomparsi sono due di questi comuni messi insieme.

Un grande grazie a tutti i miei splendidi amici piemontesi i quali ad ogni occasione, mi infondono coraggio, donandomi la forza di tutto il loro affetto ed insieme, con tutta la forza della speranza nei cuori che, non si spegne mai, cerchiamo di ottenere nuove soluzioni che ci portino a ritrovare i nostri cari e di tutti coloro che si trovano nella nostra stessa drammatica situazione.

Un mega abbraccio a tutti voi e naturalmente, permettetemi,  a Davide e Fabrizio in particolare.

P.S.: se volete vedere le foto dell’evento andate sul sito di Fabrizio Catalano.

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cuore piccolo, luce grande

dicembre 22, 2011

Buon, Buon, Buon, Natale a tutti.

Ci prepariamo a festeggiare la nascita + importante di tutti i millenni, almeno per noi Cristiani.

Difatti, come dicevo ai miei bambini quando parlavo loro di Gesù che, il 25 dicembre è il suo compleanno, così lo sentivano più uguale a loro che, altrettanto festeggiano il compleanno.

Ecco allora io dico, mio piccolo, buon Gesù,  re del cielo e della terra, sacerdote e profeta, Tu che tutto puoi, che tutto sai, nella tua bontà e misericordia infinite, mi concedi che prima che tu spenga le candeline della tua torta, in via assolutamente straordinaria, il desiderio precedente alla soffiata, lo esprimo io al posto tuo? Se la risposta è si. Devi anche dirmi che, con i poteri che ti ritrovi,   il desiderio che esprimo si avvererà.  Che poi,  volendo, secondo me, basterebbe che trovassi 5 minutini di tempo, per dire ad un tuo Angelo messaggero di andare a prendere Davide dove sta, perchè tu lo sai bene dove sta e poi me lo fai mettere sotto l’albero la notte del 24, proprio mentre tu stai nascendo per venire da noi. (lo sai che anche il mio papà era nato il 25 di dicembre, difatti la sua mamma lo chiamò Salvatore). Nel contempo mi mandi una grande luce così chè io lo capisco immediatamente che la missione è compiuta,e che l’amore della vita mia, è lì, sotto l’albero che mi aspetta, e il mio cuore piccolo, come è da tre anni a questa parte perchè costretto in una morsa di dolore, si espanderebbe immediatamente, uscendo dalla sua apnea, ricominciando ad ossigenarsi alla grande.

Unendomi a Caterina Catalano, la mamma di Fabrizio, (aspettandofabrizio@libero.it)             

VORREI esprimere e chiedere al mio Signore,  in aggiunta al desiderio precedente, che, 24.463 alberi di Natale, si illuminassero, tutti nello stesso istante, di una grande splendida luce portatrice del messaggio: “è tornato/a”. Il numero citato è il numero delle famiglie residenti in Italia che dal 1974 ad oggi, attendono il ritorno di un loro caro.

Vi auguro di trascorrere, con chi amate, tutti i giorni avvenire il più sereni possibili.
Permettemi di abbracciare in un unico afflato tutte, tutte le famiglie che “aspettano”  ed infine l’augurio più grande. più denso di amore e di infinita nostalgia al mio Davide. Buon Natale, amore mio!

Adesso, sperando di non aver fatto pasticci, visionate il link sottostante, effettuando questi passaggi.

Per prima cosa, cliccate su Carte de Noel; poi cliccate sul francobollo; quando appariranno le tre palle di neve, cliccate sulla più grossa, poi cliccate e trascinate le altre due sulla prima in modo da ottenere un pupazzo. Infine, cliccate sulla più piccola e…
 
Carte de Noël 2010″
 
 

 

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Il Club del 27

novembre 9, 2011

Non so se qualcuno di Voi lo ricorda, parecchio tempo fa avevo chiesto, in un mio scritto, se qualcuno conosceva un numerologo, affinchè potesse spiegarmi quale poteva essere la ragione e/o il significato (chiaramente senza dare un valore scientifico ed inoppugnabile), ma per mera curiosità, dicevo, se sapeva dirmi,  perchè i fatti più importanti della mia vita: uno gioioso, uno luttuoso, uno drammatico, si sono compiuti tutti il 27 del mese, e perchè con la consequenzialità di 3 mesi susseguenti tra loro (7-8-9).

Come se questa riflessione non mi avesse resa già molto inqueta e perplessa, giorni fa al TG ho visto un servizio, dal titolo,  la maledezione del 27″  e, dicevano che, le più note rock-star, sono morte tutte e 27 anni.

Davide quando è scomparso aveva 27 anni, ed è scomparso il giorno 27 del 7° mese dell’anno.

Come la vedete voi? Che si può pensare? 

Ho scaricato l’elenco delle star morte a 27 anni nel corso degli anni, è impressionate vedere quante sono.

Oltre tuttto la maggior parte di loro erano gli idoli di Davide che amava molto questo genere di musica.

Davide, amore mio, sono certa che tu fai eccezione e i tuoi 27 anni hanno segnato qualcosa di spettacolare, straordinario, unico ed irripetibile. Talmente grande che non hai ancora avuto la possibilità di venirmelo a raccontare, perchè dura ancora. Ma presto ti stabilizzerai, rientrando in una normalità e verrai di corsa a dirmi che è successo di tanto speciale da tenerti lontano da me.

A presto.

Artisti inclusi nel Club 27

Fotografia

Nome

Nazionalità

Data nascita

Data morte

Causa del decesso

Reputazione

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Brian Jones

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28 febbraio 1942

3 luglio 1969

Affogato in piscina

Fondatore e chitarrista dei Rolling Stones

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Jimi Hendrix

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27 novembre 1942

18 settembre 1970

Soffocamento causato da vomito, sopraggiunto in seguito ad un cocktail di alcool e tranquillanti

Pioniere e virtuoso della chitarra elettrica, cantante e autore dei brani della Jimi Hendrix Experience e della Band of Gypsys.

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Janis Joplin

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19 gennaio 1943

4 ottobre 1970

Overdose di eroina e altre droghe (probabile)

Cantante blues: voce principale e autrice delle canzoni per la Big Brother and the Holding Company, la The Kozmic Blues Band e la Full Tilt Boogie Band.

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Jim Morrison

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8 dicembre 1943

3 luglio 1971

Arresto cardiaco (causa di morte ufficiale, pur non essendo stata mai eseguita un’autopsia)

Poeta, cantante: frontman, autore delle canzoni e direttore di videoclip dei Doors.

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Kurt Cobain

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20 febbraio 1967

5 aprile 1994 (probabile)

Suicidio con un colpo di fucile

Cantante e chitarrista, autore dei testi e frontman dei Nirvana.

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Amy Winehouse

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14 settembre 1983

23 luglio 2011

Accidentale per abuso di alcool

Cantautrice soul, prima artista femminile britannica vincitrice di cinque Grammy Award in una sola serata.

Altri artisti deceduti all’età di 27 anni

Nome

Nazionalità

Data nascita

Data morte

Causa del decesso

Reputazione

Robert Johnson

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8 maggio 1911

16 agosto 1938

Sconosciuta (probabile avvelenamento da stricnina)

Celebre chitarrista blues

Jesse Belvin

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15 dicembre 1932

6 febbraio 1960

Incidente stradale

Cantante e compositore rhythm and blues

Malcolm Hale

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17 maggio 1941

31 ottobre 1968

Asfissia da monossido di carbonio

Membro fondatore della Spanky and Our Gang

Alan Wilson

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4 luglio 1943

3 settembre 1970

Overdose di barbiturici (possibile suicidio)

Leader, cantante e compositore principale dei Canned Heat

Linda Jones

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14 dicembre 1944

14 marzo 1972

Coma diabetico

Cantante soul

Ron “Pigpen” McKernan

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8 settembre 1945

8 marzo 1973

Emorragia gastrointestinale

Membro fondatore e tastierista dei Grateful Dead

Dave Alexander

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3 giugno 1947

10 febbraio 1975

Polmonite

Bassista degli Stooges

Peter Ham

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27 aprile 1947

24 aprile 1975

Suicidio (impiccagione)

Tastierista, chitarrista e leader dei Badfinger

Gary Thain

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15 maggio 1948

8 dicembre 1975

Overdose di eroina

Bassista degli Uriah Heep e della band di Keef Hartley

Cecilia

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11 ottobre 1948

2 agosto 1976

Incidente stradale

Cantautrice

Helmut Köllen

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2 marzo 1950

3 maggio 1977

Avvelenamento da monossido di carbonio

Bassista dei Triumvirat

Chris Bell

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12 gennaio 1951

27 dicembre 1978

Incidente stradale

Cantante solista; voce, compositore e chitarrista dei Big Star

Dennes Boon

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1 aprile 1958

22 dicembre 1985

Incidente stradale

Chitarrista e frontman dei Minutemen

Jean-Michel Basquiat

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22 dicembre 1960

12 agosto 1988

Overdose di eroina

Pittore e writer

Pete de Freitas

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2 agosto 1961

14 giugno 1989

Incidente motociclistico

Batterista degli Echo & the Bunnymen

Mia Zapata

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25 agosto 1965

7 luglio 1993

Omicidio

Voce principale dei The Gits

Kristen Pfaff

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26 maggio 1967

15 giugno 1994

Overdose di eroina

Bassista delle Hole

Richard James Edwards

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22 dicembre 1967

1 febbraio 1995

Scomparso il 1 febbraio 1995, dichiarato presunto morto il 23 novembre 2008

Chitarrista e autore dei testi dei Manic Street Preachers

Fat Pat

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21 febbraio 1970

3 febbraio 1998

Omicidio

Rapper e membro degli Screwed Up Click

Freaky Tah

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17 maggio 1971

28 marzo 1999

Omicidio

Rapper e membro dei Lost Boyz

Sean Patrick McCabe

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13 novembre 1972

28 agosto 2000

Asfissia da vomito dopo assunzione di alcoolici

Cantante degli Ink & Dagger

Jonathan Brandis

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13 aprile 1976

12 novembre 2003

Suicidio (impiccagione)

Attore di film tra cui It e La storia infinita 2

Jacob “the Killer” Miller

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4 maggio 1952

23 marzo 1980

Incidente stradale

Cantante e leader degli Inner Circle.

Jeremy Michael Ward

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5 maggio 1976

25 maggio 2003

Overdose di eroina

Tecnico sonoro di Mars Volta e De Facto

Bryan Ottoson

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18 marzo 1978

19 aprile 2005

Overdose accidentale

Chitarrista degli American Head Charge

Dash Snow

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27 luglio 1981

la data di nascita di questo artista corrisponde al giorno e mese di scomparsa di Davide e l’anno all’anno di nascita di Davide. Ed è chiaramente morto, a 27 anni ….. Da far rabbrividire

Overdose di eroina

Artista e writer

Ringo de Palma

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Arresto cardiaco

Batterista dei Litfiba

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Collegno, nessuno di noi era “smemorato”

settembre 15, 2011

Ciao Da’, sai che la tua mamma sta tornando ad essere la girandolona di una volta?

Difatti sono appena rientrata da Torino, più precisamente dalla provincia, sono stata in un paese chiamato Collegno. Il suo nome è tristemente legato al suo imponente ospedale psichiatrico (oggi ex) che divenne ancor più famoso, balzando agli onori della cronaca, per la storia dello “smemorato di Collegno.  Un signore che non ricordava nulla del suo passato, cominciando dal proprio nome, e veniva conteso da due famiglie che lo reclamavano come appartenente ognuna alla loro. In particolare le “due mogli”. E’ stato un caso che per decenni ha appassionato ed infiammato le cronache  di allora, attraversando le generazioni dagli anni 20 sino agli anni,  mi pare, 60/70, ancora se ne parlava.  Inutile dire che poi ci si è prodotta sopra, cinematografia, romanzi, rappresentazioni teatrali, ecc. Annoverando sempre un pubblico spaccato in due: chi tifava per una identità, chi per l’altra identità. (una famiglia era altolocata, l’altra modesta). Essendo io torinese, ho vivo il ricordo di io bambina e mamma mia che parlava e raccontava di questo fatto.

Mi chiederai e chiederete ma che mai ci sei andata a fare in questo Collegno? Vi rispondo. Un incontro: tanto emozionante, quanto costruttivo, interessante, importante.

Era il Convegno dell’Associazione Penelope Nazionale, organizzato dal Comitato Territoriale di Penelope Piemonte.

Il titolo: A.A.A. = Assenza, Angoscia, Attesa, diamo voce al silenzio. Il seminario, a seguire, “essere squadra per la speranza nel tempo”

Come faccio a trasmettervi le sensazioni vissute? Intanto ho vissuto un terremoto emotivo. Lo so, ogni volta, che partecipo a qualsiasi avvenimento od evento in cui Davide diventa gigantesco, come un corpo alto due metri e dal peso di 150 kg. che vuole uscire dal mio minuscolo corpo, ed allora, dicevo, lo so,  razionalmente, è come farsi karakiri. Ma al tempo stesso la senti come una necessità vitale, come respirare e bere, mangiare e dormire, pensare ed amare, quindi è più forte di te, non ne puoi fare a meno. Mi sono spiegata? Insomma…. immagino poco, poco.

Per quanto riguarda il titolo di questo articolo, invece, ritengo che non ho alcun bisogno di spiegarlo, ma siccome sono una chiacchierona, dico che, ciò che intendevo, è che noi, famigliari delle persone scomparse, a Collegno il 10 e 11 settembre, non eravamo “smemorati” verso chi è assente dalle nostre vite, ma anzi, eravamo pieni, zeppi, di rinnovata memoria nel e del  loro ricordo.

Cosa mi sono riportata a casa? Talmente tanto che ho avuto timore che il peso del mio trolley superasse di gran lunga quello consentito dalle compagnie aeree come bagaglio a mano.

Mi sono portate le 3 parole e/o sostantivi scaturiti dal convegno:

RABBIA - CORAGGIO  

(parole indicataci da Don Luigi Ciotti, il quale si è avvalso di una frase di Sant’Agostino che diceva: ” la speranza ha due figli: la rabbia ed il coraggio”

 SPERANZA

(parola usata da Ernesto Olivero del Serming di Torino, riconducibile a Sant’Agostino, di cui sopra)

 Direte voi e per tre paroline tu parli di peso? Ohh, ma voi non potete sapere quanto peso!

La RABBIA, nel nostro percorso significa vivere a ritmi martellanti, a volte quasi ossessivi, nel ripensare a tutto quanto avresti potuto fare e non hai fatto, a tutto quanto, le Istituzioni e gli organi preposti, avrebbero potuto fare e non hanno fatto per ritrovare e riportare a casa il mio Davide e gli altri quasi 25,000 dispersi.  Quindi questo martellamento ha un peso specifico abnorme , vuole però tramutarsi in lotta costruttiva affinché per chi si perderà in futuro non vengano più commessi gli stessi errori e si faccia di più, molto, molto di più.

Il CORAGGIO , per noi vuol dire non arrendersi mai, trovando dentro di te tutta la forza necessaria a lottare per ritrovare chi ti interessa come senso e scopo ultimo ed assoluto della tua vita. Contemporaneamente, facendo parte dell’Associazione che, ha questo obiettivo in comune, ti fa sentire utile per qualcun altro che, trovandosi nella tua stessa condizione, non sa da che parte cominciare.

La SPERANZA che, come ci ha detto Olivero, è una forza talmente potente ed incontrollabile che è in grado di squarciare il buio. Il buio del silenzio ed  il muro dell’indifferenza che pregnano questo fenomeno tanto grande quanto sommerso e quindi sconosciuto.

La SPERANZA che, per noi significa : “oggi rientro a casa e trovo ad aspettarmi Davide, Fabrizio, Andrea, Francesco, Vito, Sergio, Federica, Antonio, Emanuela, ecc.

Le altre due parole che mi sono riportata sono:

AMMIRAZIONE - GRATITUDINE

L’ AMMIRAZIONE  è rivolta a tutti i componenti del Comitato Penelope Piemonte.

Sono stati tutti, dico e sottolineo tuttifenomenali nell’organizzazione, dalla logistica,  alla conduzione del convegno al quale hanno permesso di non  presentare alcuna pecca. Al contrario è stato denso di ritmo e contenuti. Era articolato in una scaletta eccellente, ed ha ospitato delle eccellenze nel campo del volontariato, come dicevo prima ,(Don Ciotti ed Olivero) ha avuto la capacità di coinvolgere i politici territoriali che, questi sono solitamente, estremamente refrattari e pigri a partecipare a questo tipo di iniziative, anche perchè sono consapevoli di essere eternamente in difetto. I contenuti hanno permesso di emozionarci, di imparare, di capire di più, di farci venire la voglia di essere migliori.

Che ve lo dico a fa? In testa ai collaboratori del Comitato c’era la loro straordinaria Presidente, “ecceziunal verament” Caterina, la mamma di Fabrizio Catalano (www.fabriziocatalano.it) che, secondo me è solo un modo di dire che Fabrizio non c’è da sei anni,  voglio dire che è solo una mancanza fisica la sua, ma in realtà lui c’è tutto, perchè la carica che  riesce a dare alla sua mamma è talmente dirompente ed inarrestabile che consente a Caterina di fare un baffo alle così dette “duracell” e consente a tutti noi di godere di questa meravigliosa forza coinvolgente che si produce e riproduce dalla persona di Caterina e che  da modo, a tutti noi, di agire molto di più di quanto ci sentiremo di fare.

La GRATITUDINE,  è perchè grazie a Penelope ho avuto e penso di poter parlare, anche qui, a nome di tutti, abbiamo avuto la possibilità di rivivere l’emozione di incontrare tutte quelle persone che vivono il tuo stesso dolore e le vedi speculari a te. Ma anche la gratitudine a tutti gli amici di Penelope che, non portano addosso la tua stessa esperienza della scomparsa, ma sono dotati di talmente tanta empatia e desiderio di dirti: “dai, forza, non mollare mai, io ci sono” che averli vicini, vederli è un dono ancora più grande ed importante che essere tutti di noi.  Grazie per tutto questo all’Associazione Penelope e a chi reso e rende possibile l’esistenza dell’Associazione, dai mitici fondatori Gildo Claps, Marisa Golinucci, Gilda Milani sino alla nostra, oggi, Presidente Nazionale, Elisa Pozza Tasca, grazie  per tutto quello che ha fatto e fa a livello, sopratutto di mediazione con lo Stato, le grandi Istituzioni ed i “personaggi” che contano, sino al nostro Commissario Straordinario per le persone scomparse Michele Penta e tutto il suo staff, la sua vice Dott.ssa Iadiccicco, l’Ispettore Galbiati e tutti coloro che non conosco, ma so che ci sono e fanno tanto per noi, pur con tutti gli ostacoli con cui ogni giorno si devono misurare.  

GRAZIE  a noi famigliari che, detto tra noi, siamo forti e molto, molto “fighi”. Non potremo essere diversamente del resto, altrimenti i nostri cari scomparsi, si direbbero: “ma chi me lo fa fare ritornare? Questi so delle mezze ciofeghe” Ed invece essendo tutti noi proprio l’inverso avranno tutto il piacere, la volontà ed il pensiero di tornare a stare con noi.

GRAZIE, per esserci ascoltati.

GRAZIE, per esserci abbracciati.

GRAZIE, per esserci detti che il dolore è magico, unisce e fa crescere.

GRAZIE, per esserci guardati negli occhi.

GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE, per aver guardato l’immagine di Davide ed esservela portata con voi.

 

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io tu e la Calabria

agosto 25, 2011

Come stai, mio piccolo grande uomo?
Come ti va l’estate?
Sai che ha fatto mamma? Insieme a Gianni siamo andati in una terra meravigliosa
che è la Calabria. Io e te non ci siamo mai stati. Mentre io e Gianni ci siamo potuti  andare grazie a Caterina, la mamma di Fabrizio Catalano, (- scomparso ad Assisi nel 2005 - (www.fabriziocatalano.it) siamo stati ospiti a casa sua, in un piccolo paese di collina, chiamato Girifalco, di lì ogni giorno ci spostavamo al mare: una distesa infinita di acqua limpida e cristallina dai colori che andavano dal blu intenso al verde, sempre e comunque venati di incredibile trasparenza. E’ stato molto bello, a te sarebbe piaciuto tanto, perché abbiamo incontrato econosciuto tante, tantissime persone, (parenti di Caterina) tutti simpaticissimi, pieni di vita, di allegria, di voglia di comunicare, di conoscere, proprio come piace a te.

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Ma tu sai anche che la voglia di stare con te non mi passa mai, difatti, c’erano due eventi pre-organizzati da Caterina e vi abbiamo partecipato insieme. Si trattava di parlare di te e di Fabrizio.

Un giorno siamo andati in uncarinissimo e turistico paese di mare: Sellia Marina. Ad attenderci esopratutto ad accoglierci, il Consigliere la Signora Maria Amelio, una mamma molto dolce e carica di voglia di stare vicino a chi la vita ha riservato delle prove difficili. Con lei il Sindaco, uomo estremamente disponibile e pieno di umanità. In una cornice fatta di sole, spiaggia e mare, tanti ragazzi che disputavano una gara di calcetto, alla quale è seguita una bella premiazione.
Ma la cosa speciale è che tra loro c’era un gruppo di ragazzi ospiti di unacomunità locale, gestita da Don Mimmo Battaglia: Questi ragazzi erano tenerissimi, perché provenienti da situazioni di grave, gravissimo disagio
personale (dipendenza da alcool e droga) che, grazie all’aiuto delle personegiuste, ma sopratutto con tutto il loro impegno e volontà di riprendersi inmano la vita, quella vera, con grande fatica, ma anche con successo,
conducevano u n percorso riabilitativo. Uno fra tutti Rocco, un ragazzo di unanno più grande di te, ma con un passato travagliatissimo ed una bimba di otto anni che da tre non vede più e sta’ lottando anche per lei, per ritornare ad essere il “suo papà”. Ebbene, dicevo, nell’atmosfera così speciale diquesta manifestazione che si chiamava “Il piacere della vita”(proprio quel piacere cui la tua mamma ha teso ed atteso per anni, di restituirti) Caterina ha parlato di Fabrizio e ahimè della sua scomparsa che conta ormai sei anni, ha presentato il libro che ha scritto sulla sua storia:
“Cercando Fabrizio: storia di un attesa senza resa”, mentre la tua mamma ha parlato di te, presentandoti e comunicando il dolore che da tre anni vive con me, nell’angoscia della tua scomparsa.

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Un’ancor più intensa emozione l’hovissuta in un altro piccolo centro della Calabria: Cortale. Lì, la sera del 20
agosto, il Comune, nella persona dell’Assessore Simona Papaleo, ha allestito per noi, nella piazza principale, un “teatro” all’aperto, con le sedie per la platea, due grandi tavoli: uno per sederci noi e parlare, l’altro per poter esporre tutto il materiale relativo alle scomparse tue e di Fabrizio,tutto il materiale che riguarda l’Associazione Penelope, il librodell’Associazione Penelope: “Vite sospese”, il libro scritto da Caterina per Fabrizio, citato prima.

 Messa così sembra un po’ freddina. Ma quando mai!!!! A parte i 35° C., ma, il vero calore quello che ti riempie
l’anima e ti lascia un sapore di autenticità in bocca era dato dall’attenzione,la vicinanza (che si respirava) e l’ascolto del pubblico, dalle parole dell’Assessore Simona, calde, vere, pacate, dalla musica, si perché cari Davide e Fabrizio, il tutto era accompagnato dalla vostra amatissima musica, ma… non finisce qui, sull’accompagnamento di queste note, si estendeva, si modulava e riempiva l’aria, la splendida voce di una ragazza, molto bella, un po’ più giovane di voi, Tiziana Bertuca, che ha saputo trasmettere emozioni e ricordi straordinari attraverso la sua splendida voce e le parole di canzoni veri e propri cult della musica italiana.
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Se io dicessi GRAZIE  a tutte le persone che ho citato, mi sentirei insulsa, e priva di senso. Perché una sola parola non può davvero esprimere quanto avete saputo darmi. Vorrei che voi, ognuno di voi, potesse aprire il mio
torace, come una scatoletta di tonno e leggere ogni sentimento che vi sta’ impresso dentro, fatto di incredulità per tanto amore ricevuto in maniera che più gratuita non si può. Non vi dimenticherò.

Consentitemi di dire un GRAZIE a Davide, l’amore mio assoluto, perché ogni qualvolta, posso parlare agli altri di lui, da un metro e mezzo che, tutta la mia imponenza fisica misura, mi sento diventare due metri e mezzo e ancor più sino a toccare l’infinito e lì la voce degli angeli, ma in particolare la voce dell’Angelo che Dio ha assegnato come custode a Davide,mi dice in un soffio che sa di melodia dolcissima: “aspetta, spera, vivi, prega, lui tornerà da te”. …..
Ciao a tutti, alla prossima.
 
 
 
 

 

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l’estate di Davide

agosto 10, 2011

Dove ti immagino in questo ferragosto 2011?

Come ti immagino in questo tempo di vacanze? 

Con chi ti immagino nella canicola di questo agosto?


Certamente il “dove” mi si traduce in un posto bello, ma sopratutto pieno di gente, di vita e di allegria, come piace a te.
Il “come” mi diventa che sei un giovane uomo, sempre gran figo, con tante bellissime giovani donne che ti ronzano intorno come api sul miele.
il “con chi” mi suggerisce con persone che ti piacciono e che, ti fanno sentire a tuo agio, facendoti dire tutto ciò che ti pare, senza stupirsi o stranirsi.
Buona estate amore mio, se deicdi di farti un giretto con mamma, vedi tu, mare, monti, lago, boschi, a me sta bene tutto, fammi sapere ed è fatta.
Bacioni grandi a te e tutti quelli che ti vogliono bene e che, anche senza parere, io lo so bene, ti pensano sempre.

P.S.:

A proposito di immaginare. …. Prova e provate un po’ ad immaginare che desiderio esprimerò in questa notte di San Lorenzo?

 

 

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tre: numero perfetto …. dipende dai casi

luglio 27, 2011

Cento, mille, diecimila volte e più, ho sentito risuonare nella mia testa quello squillo di telefono: ore 14,30 del 27 luglio di tre anni or sono, la voce dell’operatrice. “signora? Davide è uscito, noi lo abbiamo seguito fino a che abbiamo potuto, gli abbiamo chiesto di tornare, ha detto di no, noi siamo rientrati, ma lui ancora non è tornato, tra poco andiamo in stazione a vedere, le faremo sapere, ma stia tranquilla che viene a casa …….”

Dopo il clic di quella cornetta che riagganciava, il buco nero, il nulla, le tenebre, il silenzio ……

……. Sto ripensando ad una canzone di Jovanotti che, come molte altre sue, Davide sapeva perfettamente a memoria e mi piaceva tanto quando la cantava.

“Questa è la mia casa, la mia casa dov’è????”

O signore dell’universo
ascolta questo figlio disperso
che ha perso il filo e non sa dov’è
e che non sa neanche più parlare con te.
Ho un Cristo che pende sopra il mio cuscino
e un Buddha sereno sopra il comodino
conosco a memoria il Cantico delle Creature
grandissimo rispetto per le mille sure
del Corano; c’’ho pure un talismano
che me l’ha regalato un mio fratello africano
e io lo so che tu da qualche parte ti riveli
che non sei solamente chiuso dietro ai cieli
e nelle rappresentazioni umane di te
a volte io ti vedo in tutto quello che c’è
e giro per il mondo tra i miei alti e bassi
e come Pollicino lascio indietro dei sassi sui miei passi
per non dimenticare la strada che ho percorso fino ad arrivare qua
e ora dove si va adesso
si riparte per un’altra città.
Voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare
Io voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare con pace con te.
O Signore dei viaggiatori
ascolta questo figlio immerso nei colori
che crede che la luce sia sempre una sola
che si distende sulle cose e le colora
di rosso di blu di giallo di vita
dalle tonalità di varietà infinita
ascoltami proteggimi
ed il cammino quando è buio illuminami
sono qua in giro per la città
e provo con impegno a interpretare la realtà
cercando il lato buono delle cose
cercandoti in zone pericolose
ai margini di ciò che è convenzione
di ciò che è conformismo di ogni moralismo yeahhh
e il mondo mi somiglia nelle sue contraddizioni
mi specchio nelle situazioni
e poi ti prego di rivelarti sempre in ciò che vedo
io so che tu mi ascolti anche se a volte non ci credo
Voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare
Io voglio andare a casa LA CASA DOV’E'???
La casa dove posso stare con pace con te.
O Signore della mattina che bussa sulle palpebre quando mi sveglio
mi giro e mi rigiro sopra il mio giaciglio
e poi faccio entrare il mondo dentro me
e dentro al mondo entro fino a notte
barriere confini paure serrature
cancelli dogane e facce scure
sono arrivato qua attraverso mille incroci
di uomini di donne di occhi e di voci
il gallo che canta e la città si sveglia
ed un pensiero vola giù alla mia famiglia
e poi si allarga fino al mondo intero
e poi su vola alto fino al cielo
il sole la luna e Marte e giove
saturno coi suoi anelli e poi le stelle nuove
e quelle anziane piene di memoria
che con la loro luce hanno fatto la storia
gloria a tutta l’energia che c’è nell’aria
Questa è la mia casa LA CASA DOV’E’
la casa dove posso portar pace
Io voglio andare a casa la CASA DOV’E’
Questa è la mia casa LA CASA DOV’E’

la casa dove posso stare in pace con te.

La puoi ritrovare, amore mio, la “TUA CASA”, sopratutto perchè dentro quella casa ci sta’ qualcuno che ha il cuore ridottto ormai non solo a pezzettini, di più, a “frangette”.  Sai Dà, ci sono momenti che la sensazione che ricevo per il dolore della tua mancanza mi procura bruciore, sento un fortissimo bruciore sotto pelle, come se qualcuno con una fiamma ossidrica mi passeggiasse su tutto il corpo, ma, sotto pelle. Vorrei con tutta me stessa che questo orribile bruciore, si trasformasse in calore puro, dato dalla tua presenza.

Conoscete qualche venditore di miracoli?

Io solo uno. il mio Signore,  Lui, è un vero dispensatore di miracoli, ma dice il Libro della Sapienza: i suoi tempi non sono i nostri

1 Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace.
9 Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?

Ciao, amore mio, a presto.

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il sogno

giugno 28, 2011

Sai amore mio, qualche notte fa ti ho sognato. Lo considero sempre uno splendido dono quando il mio Signore mi concede di vederti ….. almeno in sogno. La notte prima mi ero svegliata a metà nottata sentendo nelle mie narici, forte e netto, profumo di gelsomino. Non mi era mai capitato in tutta la mia vita. I bene informati dicono che sentire questo profuno è legato a Padre Pio (Santo) .. .. chissà ….. La notte dopo ho visto te: eri bello e sopratutto sereno. Eravamo seduti sul divano del nostro salotto e tu mi dicevi: “Mamma perchè hai traslocato qui? No, mamma, ce ne dobbiamo andare, perchè io in questo quartiere mi rovino.”  Chissà, forse era una riminiscenza del passato, quando io, inconsapevole, la prima casa in cui abbiamo abitato a Trapani, bella, nuovissima, come dicevi tu: “la mamma trova e mi porta sempre in case molto belle”, ma dicevo, era situata (a mia insaputa)  in uno dei quartieri più popolari e quindi alquanto criminosi della città. Non so… Ciò comunque che veramente conta e che ti ho sognato…. E’ stato tanto bello, quando rasserenante.

Ora ti prego, amore mio, fai che prima che arrivi il terzo tragico anniversario, il mio sogno diventi realtà. … Materializzati, te ne prego.

Ti aspetto. A presto.

P.S.:  le vacanze dei poveri, comuni mortali, durano, 7 giorni, 15 giorni, per i più fortunati 1 mese. Tre anni pertanto mi sembra un tempo di vacanza da ultra nababbi….. E basta mo’ è ora di riprendere la vita “normale” sarà un po’ piatta, monotona e priva dii forti emozioni, è vero, ma la carta vincente è esssere vicini ed amarsi.

Ciao, Da’, fai il biglietto e ritorna. Se poi non hai i soldi per il biglietto fa’ niente, pagheremo la multa, ma vieni a casa, in una delle tante case belle che ti trova la mamma ….

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