27 luglio 2017 : la mia attesa, il tuo silenzio

luglio 27, 2017

Lettera ad un figlio mai tornato

Caro Davide, ti comunico qualcosa che tu sai, ma permettermi di “buttare fuori” a scopo, diciamo, terapico, difatti, il tenere sempre e solo tutto “dentro” mi sta consumando, e credi, non è un modo di dire, ma sta’ accadendo realmente. Mi sento una candela che qualcuno ha pensato bene di accendere e poi se n’è andato, dimenticando del tutto di spegnerla. E’ tu ben sai qual’ è il destino di una candela che resta accesa: può solo sperare in un colpo di vento e/o in una corrente d’aria, per fermare la sua “agonia” che la porta a fine certa.

Dicevo, che ho ricevuto dalla vita il dono ed il privilegio di esserti mamma per ventisette anni: quelli che abbiamo trascorso insieme. La stessa vita, però, – madre e matrigna – ti ha portato via da me: inspiegabilmente, senza se e senza ma, facendoti volatilizzare, come piuma al vento. Da nove anni, esattamente oggi. Lo so, sono solo un terzo del tempo trascorso insieme.

Ma, il fatto è che i primi 27 anni sono passati in un batti baleno. A volte ti guardavo: uomo, bello, alto una volta e mezza più di me (lo so, lo so, ci vuole poco ad essere più alti di me), ma tu avevi proprio esagerato nel superarmi, con il tuo 45 di piede e, mentre ti guardavo, in un secondo, avevo un flashback. Ovvero, quando, dopo che, sfinita da un interminabile travaglio, non appena tu hai visto la luce della vita, ti hanno posato sulla mia pancia ed io, terrorizzata, ho urlato: “prendetelo, prendetelo, che scivola in terra” e poi, a bagnetto fatto e vestito di tutto punto, abbiamo fatto la nostra conoscenza e mai nella vita ho più vissuto un’eguale struggente tenerezza del tuo “essere” ed esserci.

Nove anni, invece, come dicevo, un terzo di quel tempo, ecco che tu dirai, “dai mamma che vuoi che siano, a confronto? Ebbene è proprio questo che devo dirti: sono un tempo incalcolabile da qualsivoglia genio matematico, hai presente la frase di Gesù quando gli apostoli gli chiesero (quando affidò loro il mandato della confessione) Signore, ma quante volte dobbiamo perdonare? E lui rispose: 77 volte 7. Nel suo linguaggio intendeva un numero infinito, proprio senza fine, sino a che chi chiedeva perdono fosse vissuto, anche se avesse chiesto perdono ogni giorno, ogni minuto. Loro avrebbero dovuto sempre e comunque concederglielo.

Ebbene il tempo che tu manchi da me è così: senza fine e senza fine è il dolore, lo struggimento che è esattamente l’opposto di quello che provai la prima volta che ti vidi.

Oggi, per me, la memoria ha il sapore dell’assenza e del silenzio.

Davide da quel 27 luglio, la mia vita è colma di vuoto. Ahimè, tesoro mio, io no possiedo le tue doti di poeta, pertanto non so descriverti cosa significa, non so scriverla la tua assenza, non so farla leggere, so solo sentirla e non c’è equazione algebrica che possa misurarla.

Così come il silenzio che sento, soprattutto la notte. Sai come si dice? Amore mio? Non c’è rumore più assordante del silenzio. Quando il silenzio non lo scegli, per avere pace interiore per ascoltare i fantastici ed ineguagliabili rumori della natura, ma bensì è assordante quando è fatto dall’assenza di chi ami di più al mondo.

Che dirti Davide? Non mi resta che rivolgere la più grande delle preghiere. “Vita, Dio, abbiate pietà di me, Non consegnatemi il mio biglietto di andata, senza ritorno, senza prima avermi detto:

“DOVE E’ DAVIDE !?!

Davide, mio unico ed insostituibile figlio, ti chiedo: prega insieme alla tua mamma e chiedilo anche TU di farmelo sapere.

La mia vita: la tua ATTESA.

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36° compleanno – 21 marzo 2017

luglio 27, 2017

Mille giorni e tanti più di te e di me. Amore mio unico, infinito, perduto. Che dirti? Tu che hai guardato per la prima volta la vita in faccia nel giorno più bello, ben augurante, atteso, amato da tutti: l’equinozio di primavera, non puoi restare muto al mio disperato chiamarti.

Davide!!! non ne posso più di vedere il tuo armadio pieno e la tua valigia vuota…..

Vieni riempiamo insieme la tua valigia ed insieme partiamo per il viaggio della vita.

Davide come dice Renato Zero, il tempo sbiadisce i contorni di una fotografia e se li porta via con sé

La mia memoria del nostro vissuto è aggrappata fino allo stremo sopra il precipizio del vuoto, solo tu puoi ormeggiate la mia pena al riparo di un porto sicuro. Tu che hai sempre protetto e difeso la tua mamma.

Davide, senza te sono la persona più povera del pianeta. Perché sono vuota ed il vuoto dell’anima è miseria incolmabile.

L” unica capacità che mi resta è raccontarmi che in spagnolo aspettare si dice ” esperar ” perché aspettare è anche sperare.

O:” non stancarti mai di aspettare perché il giorno più bello della tua vita può arrivare domani.

O: ” Non è importante quanto aspetti, ma chi aspetti.

O: “Se costruissi la casa della felicità la stanza più grande sarebbe la sala dell’attesa.

O: ” la capacità di aspettare di un lago supera il suo desiderio di arrivare sino al mare.

O: ” il presente abbracci con il ricordo il passato ed il futuro con l’attesa “.

Buon compleanno Davide !

che sia il più bello di tutti, perché il desiderio prima di spegnere le candeline sarà il RITORNO.

L” unico augurio è che tu sia felice perché è tutto ciò che vale.

Con l’amore che vorrei donarti in una concreta quotidianità, la tua mamma ti abbraccia stritolandoti con la più inenarrabile delle nostalgie.

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27 luglio 2008-27 luglio 2016 … 8 anni senza TE. “”””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””””

luglio 30, 2016

Davide, mio unico, insostituibile amore,

se oggi fossi qui, ti direi …..

Maledettamente mi manca di te: il suono della tua voce; i tormenti della tua anima; il tuo incessante parlare. Come diceva nonna tua. “Davide mio, parli quanto un giudice povero!”

Maledettamente mi manca di te: la tua voglia di stare sempre tra la gente; il tuo cantare Giovanotti; il tuo strimpellare la chitarra nella convinzione che quello era saper suonare.

Maledettamente mi manca di te: il tuo stile “bon ton”, difatti facevi il bacia mano alle signore, aprivi loro lo sportello dell’auto, tagliavi la frutta con coltello e forchetta, ricercavi vocaboli forbiti e fuori dall’uso comune, con cui esprimerti.

Maledettamente mi manca di te: la tua attenzione al debole; la tua generosità al povero; il tuo rischiare per gli altri.

Maledettamente mi manca di te: il tuo poetare, la tua immaginazione. Il tuo librarti in voli pindarici per approdare su galassie sconosciute.

Maledettamente mi manca di te: la tua spudorata sincerità; la tua integra lealtà verso tutto e tutti.

Maledettamente mi manchi tu: DAVIDE !

Se tu oggi fossi qui, ti direi:

Perdona, se puoi, la tua mamma, per tutto quello che poteva dirti e non ti ha detto, per tutto quello che il tuo cuore desiderava che io facessi e non fatto, perché non l’ho compreso.

Perdonami se non ti ho amato come tu avevi bisogno di essere amato, ma l’ho fatto a senso unico.

Se oggi fossi qui, ti direi:

Parliamo, parliamo, parliamo: ascoltandoci l’un l’altra e .. poi … ricominciamo da capo. la vita ci attende, io ti attendo, perché tu la conosci la preghiera della tua mamma.
“Mio Signore, mio Dio, 1 volta, 100 volte, 1000 volte, dammi sempre lo stesso figlio.”

Se oggi fossi qui, ti direi:

Grazie Davide per avermi donato l’emozione più grande e struggente del mondo: avermi reso madre.

Ti prego amore mio, ridonami l’impareggiabile privilegio di sentirmi chiamare mamma; sei l’unico al mondo che può farlo.

Dada, ricorda che noi siamo “ricchi”: “ricchi” di bello, “ricchi” di amore, “ricchi” di generosità e che non esiste al mondo banca che può permettersi di pagarci interessi per depositi di cotanta portata, dobbiamo solo investire il nostro capitale sapendocelo scambiare nel modo giusto e Dada, solo tu puoi dirmi come farlo….

Questa sera voglio trovarti dietro il cancello di casa nostra e sentirmi dire: “Mamma! Era ora! Ti sembra questa l’ora di tornare a casa?”

La sai una cosa, amore mio? La mamma si è ridotta a pesare 37 kg., tant’è che poco tempo fa sono stata ricoverata 8 gg. in ospedale, proprio perché Gianni era, e lo è tutt’ora preoccupatissimo nel vedermi così, ed ha fatto in modo che mi controllassero dalla testa ai piedi, difatti mi hanno rivoltato come un calzino.
I test “brutti” sono risultati tutti negativi, invece è risultato che mi mancano tutte le sostanze che servono a sostenere una persona, ho perso totalmente la massa muscolare.
Ma nessuno meglio di me sa che non è una questione di poca o tanta pastasciutta, ma l’unico motivo che ha determinato tutto ciò è la lacerazione dell’anima che mi creato via, via buche e fossi dovuti alla disperazione che mi genera la tua assenza, che non mi dà né pace, né tregua perché tutto resta senza perché ed ogni giorno mi nasce un senso d colpa nuovo e davvero, davvero, sento che mi sto’ “sciogliendo”, “consumando”. Ed allora, ancora una volta, ti supplico Davide, se è vero come dicono, che la voce del sangue ti chiama e la senti ovunque sei, un dono ti chiedo: prima che muoia fai sì che io ti riabbracci.

A presto, mio insostituibile figlio. La tua mamma.

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Articolo Umbria 24 – Redazione di Perugia –

maggio 23, 2016

22 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:18

Orvieto, la madre disperata dello scomparso Davide Barbieri scrive al Papa e a Mattarella

Laura Norma: «Non ci devono essere casi di serie A come Yara Gambirasio e altri dimenticati. Vengano riaperti i fascicoli e si dedichi una giornata a San Pietro come per le vittime di mafia»

Orvieto, la madre disperata dello scomparso Davide Barbieri scrive al Papa e a Mattarella

Davide Barbieri e sua madre Laura

di Enzo Beretta

Laura Norma, la madre di Davide Barbieri, 27 anni al momento della scomparsa avvenuta nel luglio 2008 da una comunità di recupero ad Orvieto, non ha perso le speranze di riabbracciare il proprio figlio e negli ultimi mesi ha scritto due lettere: a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «In Italia sono 27 mila le famiglie di persone scomparse che soffrono», scrive al Pontefice. Al Capo dello Stato invece è stato ricordato: «Non possono esistere casi mediatici di serie A come quello di Yara Gambirasio, dove è necessario far bella figura con l’opinione pubblica, e altri di serie B». Nessuna delle due missive – spiega la donna, che abita in provincia di Roma – ha ricevuto risposta.

Questa è la lettera inviata a Papa Francesco.

Caro Papa Bergoglio,
con grande umiltà mi permetto di richiamare la tua attenzione sul fenomeno degli scomparsi che appartiene a tutto il mondo. Tu hai vissuto il terrificante evento dei desaparecidos. Nessuno meglio di te sa che la condanna nelle tragedie che si abbattono sulla vita è il silenzio, l’omertà, l’indifferenza, l’impotenza. Le statistiche parlano di almeno 30 mila persone fatte sparire in Argentina. Ebbene nell’Italia libera e democratica le persone scomparse dal 1974 ad oggi corrispondono quasi al numero dei desaparecidos argentini. Caro Papa, l’urlo disperato di  27.000 famiglie vuole arrivare alle orecchie del tuo cuore per chiederti di trovare – tra i tuoi mille impegni – tempo e modo di parlare pubblicamente di questo assurdo incessante, spaventoso fenomeno. Fai un appello alle Istituzioni affinché mettano in atto azioni forti, mirate e concrete per poter ritrovare almeno una parte di queste persone, vive o morte. Vanno ritrovate, per esempio riaprendo le indagini dei fascicoli archiviati. Invita tutte le famiglie degli scomparsi in piazza San Pietro, dedica una giornata al ricordo delle persone sparite nel nulla, come hai fatto per le coppie a San Valentino e per le famiglie delle vittime della mafia. Il nostro è un dolore collettivo e solo la tua figura può risvegliare le coscienze rompendo il silenzio che c’è intorno ad ogni scomparsa. Caro Papa, noi ti vediamo come un faro capace di accendere un barlume di luce nelle nostre vite buie private assurdamente degli amori più grandi.

Di seguito, invece, la lettera che Laura Norma ha inoltrato al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Caro Presidente Mattarella,
non so se questa nostra lettera-appello conoscerà mai l’onore di essere letta da Lei ma sono avvezza a credere nell’impossibile. Siamo un gruppo di famiglie unite nella condivisione di un dolore: la sparizione di un congiunto. Nel popolo sommerso degli scomparsi c’è chi si è allontanato senza alcun apparente motivo da casa, comunità, ufficio, scuola. Lì è iniziata, per i familiari, l’angosciante attesa del loro ritorno. Il fenomeno delle persone scomparse è in continuo incremento, si potrebbe esemplificare come la scomparsa di un intera cittadina: una tragica rivisitazione di una Pompei dei nostri giorni. I nostri scomparsi rimangono seppelliti da un’eruzione gigantesca che li inghiotte. Ciò che fa sanguinare i nostri cuori è l’esistenza di scomparsi di serie A e di serie B. Le ricerche portate avanti con ogni forza e con ogni mezzo sono quelle dedicate ai casi mediatici su cui si accendono i riflettori di giornali e tv, ragion per cui occorre dimostrare tutta l’efficienza possibile. Davanti a queste poche decine ne restano migliaia prive di volto e di reali riscontri. Altro triste fenomeno sono i circa 1.400 cadaveri non identificati che giacciono negli obitori della medicina legale di tanti ospedali italiani. Perché non si può eseguire il Dna sul congiunto più prossimo di uno scomparso così che quando giunge un cadavere senza identità in un obitorio possa operarsi la comparazione? In questa maniera molti corpi verrebbero restituiti alla famiglie in dolorosissima e trepidante attesa del ritorno del proprio caro che magari da anni giace nell’anonimato di uno squallido obitorio. Riteniamo che tutto ciò sia anticristiano, antietico e al limite del disumano. Perché l’ufficio preposto del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse non istituisce una banca dati dedicata e agilmente consultabile? L’effettuazione del Dna comporta costi troppo alti per lo Stato. Diventa di pubblico dominio un caso come quello della povera Yara Gambirasio e poiché per far bella figura con l’opinione pubblica bisogna assicurare la consegna dell’assassino alla giustizia – giustissimo, per carità – si eseguono migliaia e migliaia di Dna. Chi paga? Caro Presidente, chiediamo che gli scomparsi vengano trattati tutti alla stessa stregua e che le indagini proseguano fino alla risoluzione dei casi.

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Auguri di Buona Pasqua

marzo 25, 2016
buona-pasquaBuona Pasquabuona-Pasqua
La Tenerezza in dono per Voi                        La Primavera in dono per Voi

da Caterina & Laura

Presidente e Vice dell’Associazione Cercando Fabrizio E…

P.S.: dedicato a Davide e Fabrizio.

In tutto quello che faccio e non faccio ci sei, mi sembra di averti qui, sempre. Vorrei dirti vorrei, ti sento vivere…”
883 – da: Ti sento vivere


“Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”
Antonello Venditti – da: Amici miei


Buona Pasqua a tutti gli scomparsi di cui attendiamo il ritorno.
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21 marzo 2016

marzo 22, 2016

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Davide e la mamma il giorno della sua 1° comunione   Davide e la mamma nei suoi 24 anni

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Mamma e figlio scout

Quando apro gli occhi al mattino, per un secondo mi sembra tutto bello. Un attimo dopo ricevo il quotidiano pugno nello stomaco che in automatico me lo fa stringere: “Davide non c’è!” Per riuscire ad iniziare la mia giornata posso aggrapparmi ad un unico pensiero: “non l’ho perso per sempre.” Dai, mi dico, oggi può essere il giorno buono per incrociare i suoi occhi!”

Questa mattina non ho sentito il pugno nello stomaco, ma dopo il primo secondo, ho sorriso, ho gioito, Perché? Perchè il 21 marzo di 35 anni fa, il buon Dio mi ha donato l’irripetibile: la magia della sua nascita.

Quindi oggi mi sento caricata di una speranza nuova, penso: “Davide oggi ti faccio gli auguri abbracciandoti

Mi raccomando Davide, mio insuperabile, incommisurabile, impareggiabile, amore, ti aspetto entro la mezzanotte …… A dopo. La tua mamma.

…… …………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………

C’era una stella che danzava e sotto quella sei nato TU.

I tuoi compleanni sono piume sulle ampie ali del tempo.

Ogni anno è come un libro con 365 pagine vuote. Fa di ogni giorno il tuo capolavoro, usa tutti i colori della vita e mentre vivi sorridi.

Accadono cose che restano domande, passa un minuto … oppure anni, e poi la vita risponde.

Buon Compleanno Davide! In attesa di farteli a voce

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I papà e ….

marzo 22, 2016

Quest’oggi la mia pagina fb è debordante di post dedicati ai papà – vivi o morti -, ma tutti, tutti, indistintamente straordinari e indimenticabili. Inevitabile gioire per questi figli/e-e per gli altrettanti papà.

Ma in questo giorno sarebbe altrettanto giusto ricordante l’enorme quantità di padri diventati tali, o loro malgrado, o perché, pur consapevoli, sono rimasti eterni Peter Pan e che, per inevitabile e mostruosa conseguenza, abbandonano, ignorano, cancellano, violentano, traumatizzano, condizionano in maniera devastante la vita di eserciti di donne e dei loro figli, negandogli anche una parola, uno sguardo, un sorriso, una telefonata, un messaggio, un “sono qui”… Perché? Bo’!?! Per codardia, forse, mascherandosi dietro improbabili giustificazioni che non fanno altro che rendere ancor più penosa la condizione di quei figli e delle madri di quei figli. Personalmente non ho mai agito in nessun modo e maniera contro un padre che fa parte della schiera su elencata e che ha generato mio figlio, ritenendo che accusandolo, attaccandolo, perseguitandolo, vantando i nostri diritti, come, chissà, era giusto che fosse, non facevo altro che distruggere ancor più quel niente che restava nella mente e nel cuore di mio figlio verso quel padre così infinitamente snaturato. Certo è che in un modo o nell’altro ha contribuito dell’80% alla condanna di mio figlio di cui tanti di voi, che ci conoscono, ne sanno la drammatica storia.

Meditate padri, meditate! Prima di diventarci durante e dopo.

Ma in questo giorno sarebbe altrettanto giusto ricordare quell’esercito di padri, maltrattati dalle proprie ex compagne e/o madri dei loro figli, ai quali per ripicche, e/o rivendicazioni personali, usano i figli per negare loro tutto ciò che un padre, seppur lontano, desidererebbe dare.

Siamo troppo intelligenti per fare nostra l’incapacità di discernere i torti subiti come donna, dai diritti che neghiamo ai nostri figli verso i loro padri.

Meditate madri, meditate! Prima, durante, dopo.

Ma in questo giorno sarebbe giusto ricordare l’infinito numero di padri abbandonati, ignorati, cancellati, stuprati nell’anima, dai loro figli.

Ne conoscono uno che sta vicino, vicino a me e v’assicuro che il dolore silente che sparge intorno a sè è per me lama di coltello tagliente e arroventata che smembra le viscere del cuore …. Perché lo fate? Prima di giudicare, sentenziare, condannare, abbiate l’umiltà e l’intelligenza di ascoltare e fare un minimo di sana autocritica.

Meditate figli, meditate! Durante e dopo.

In ogni caso, auguri ai Papà, sempre e comunque perché i 7 miliardi che popoliamo questo nostro pianeta siamo l’espressione di 7 miliardi di “semini” chiamati padri.

Grazie ai miei di papà … loro sanno ….

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Lettera aperta al Presidente Mattarella

novembre 8, 2015

All’ illustrissimo Sig. Presidente  della Repubblica Italiana On.le Prof. Sergio Mattarella

Egr. Sig. Presidente,

non sappiamo se questa nostra lettera-appello conoscerà mai “l’onore” di essere letta da Lei, tanto meno se riceverà una risposta. Consapevoli dell’infinito numero di missive che ogni giorno vengono recapitate alla Sua attenzione.

Ma poiché siamo persone avvezze a credere all’impossibile e a volte, sperare che i miracoli possano ancora accadere, eccoci qua che, con grande rispetto e tanta fiducia, ci rivolgiamo a Lei.

Siamo un gruppo di famiglie unite nella condivisione di un dolore dall’unico colore: il rosso a simboleggiare l’amore, la fede, il sangue, il cuore.

Perché? Nel calendario delle nostre vite c’è una croce evidenziata in rosso: è la data della sparizione di un nostro congiunto: figlio/a, madre/padre, sorella/fratello.

Ognuno di loro rappresenta il popolo sommerso dei cosiddetti “scomparsi” che, un giorno qualunque, per un motivo qualunque, nella maggioranza dei casi senza alcun motivo, almeno apparente o noto, sono usciti da un luogo definito: casa, comunità, ufficio, scuola o passeggiando in strada e lì, in quel luogo da cui sono usciti i loro famigliari hanno iniziato l’angosciante interminabile attesa del loro ritorno, vedendo trascorrere inesorabili i giorni, i mesi, gli anni.

Secondo la stima dell’Ufficio delle Persone scomparse del Ministero dell’Interno, si conta la scomparsa di circa 30.000 persone dal 1974 ad oggi. Fenomeno in continuo incremento.

Si può esemplificare come la scomparsa di un intera cittadina: una tragica rivisitazione di una Pompei dei nostri giorni.

Difatti i nostri scomparsi rimangono seppelliti da un’eruzione gigantesca che li inghiotte, ma che invece di Vesuvio si chiama “il nulla”, loro restano nel limbo di una  vita sospesa, noi che, li attendiamo, nella pietrificazione perenne di quell’ ultimo saluto, di quell’ultimo sorriso, di quell’ultimo sguardo ….. dove sono? Bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani? Tutti con un’identità riconosciuta e conosciuta, tutti appartenenti ad una famiglia.

Chi si occupa di loro e di noi? Se si ascoltano gli “addetti ai lavori” si sente dire che ogni Prefettura (o quasi) ha stilato un protocollo d’intesa, scaturito da un tavolo tecnico che, vede l’immediato intervento di una “task force” (forze dell’ordine, protezione civile, soccorso alpino, cani molecolari, ecc,) che viene impegnata nelle ricerche dello scomparso

Si è vero, qualcosa rispetto al passato, è progredito, ma la strada per arrivare ad una ricerca efficace e soprattutto immediata è ancora lunga ed in salita.

Ma soprattutto, quello che fa sanguinare i nostri cuori, è che esistono scomparsi di serie A e di serie B. Ovvero le ricerche che vengono eseguite con ogni forza e mezzo, sono quelle dedicate ai casi che, non sappiamo, per quali strane coincidenze, diventano un caso mediatico, quindi di pubblico dominio, su cui si accendono voci e riflettori da ogni platea televisiva e giornalistica, ragion per cui occorre dimostrare tutta l’efficienza possibile.

Ma a fronte di queste alcune decine di “privilegiati” ne restano migliaia prive di volto, di nome e reali riscontri di ricerca.

Altro tristissimo fenomeno che desideriamo portare alla Sua attenzione sono i circa 1.300 cadaveri non identificati che giacciono negli obitori della Medicina Legale di tanti Ospedali italiani.

Perché? Non si può eseguire il DNA sul congiunto più prossimo di uno scomparso così che quando giunge un cadavere senza identità in un obitorio possa operarsi la comparazione.

Chissà in quante centinaia di casi, se così fosse, il corpo potrebbe venire restituito alla famiglia in dolorosissima e trepidante attesa del ritorno del proprio caro il quale magari, da 7/10, anni giace in uno squallidissimo anonimato in un altrettanto squallidissimo ed anonimo obitorio. Mentre potrebbe ricevere una degna sepoltura e dare un altro colore al dolore di chi attende.

Riteniamo che tutto ciò sia anti-cristiano, anti-etico, diremo al limite del disumano.

Perché? L’effettuazione del DNA comporta costi troppo alti per lo Stato.

Poi, riallacciandoci a quanto sopra detto, diventa di pubblico dominio un caso come quello della povera Yara Gambirasio e poiché per far bella figura con l’opinione pubblica, bisogna assicurare la consegna dell’assassino alla giustizia (giustissimo, per carità) si eseguono migliaia e migliaia di DNA … chi paga? La domanda sorge spontanea.

Ecco, caro Presidente, il nostro appello:

· che gli scomparsi siano trattati tutti alla stessa stregua, ovvero finché non si è giunti alla risoluzione di una caso con il ritrovamento del soggetto vivo o morto, non vengano archiviati i fascicoli e si continui ad indagare;

· che dopo la presentazione di una denuncia di scomparsa di una persona da parte dei famigliari alle forze dell’ordine, trascorso un arco di tempo ragionevole, per esempio, sei mesi, si effettui il DNA su un famigliare, per un eventuale comparazione con chi viene ritrovato o portato in obitorio;

· istituire una giornata nazionale dedicata agli scomparsi con la partecipazione delle loro famiglie per non dimenticare questo fenomeno che si può certamente definire una piaga sociale, un fenomeno aberrante che non trova risposte a confortare l’immane dolore di chi resta ad attendere nell’ergastolo del limbo.

Per il dovuto riguardo che merita la Sua persona, non abbiamo scritto e firmato in rosso

le parole che Le abbiamo rivolto, ma non ci occorre alcuno sforzo, né fare riscorso alla retorica, per avere contezza che anche il suo cuore riporta una ferita sanguinante di colore rosso, mai rimarginata …. L’abbandono ingiusto, ingiustificato ed ingiustificabile di una persona carissima alla sua vita che un infame destino Le ha strappato via.

Caro Presidente, uniti con Lei da un rosso di un unico dolore, confidiamo vivamente in una Sua, per noi preziosissima, considerazione di quanto richiestoLe,

Le auguriamo, con affetto. un proseguimento proficuo e sereno del suo arduo, ma onorevolissimo mandato.

Permetta, con umiltà e ossequio, di abbracciarLa.

I familiari:

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Laura mamma/papà di Davide Barbieri,, scomparso Comunità Lahuèn di Orvieto il 27/07/2008. Laura ha affidato il figlio a una comunità di recupero, che, invece di prendersi cura di lui, hanno lasciato che uscisse dal cancello e fosse inghiottito dal nulla. “Signora,tranquilla, sicuramente suo figlio sta cercando di tornare a casa”. Ma sono oltre 5 anni che Davide non dorme nella sua stanza, nel suo letto. Contatti: www.cerchiamodavide.org

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Ezio e Caterina, genitori di Fabrizio Catalano, scomparso il 21/07/2005 ad Assisi, dove frequentava un corso universitario di musicoterapia. Profondamente religioso e impegnato nel volontariato abbandona tutti i suoi effetti personali. La sua sacca e la sua chitarra sono stati rinvenuti, in luoghi e tempi diversi, sul sentiero francescano della pace Assisi-Gubbio. L’ultima telefonata fatta ad un cara amica, il giorno prima della sua sparizione, diceva di aver trovato una cosa meravigliosa, la strada verso il buon Signore. Dov’è Fabrizio? Contatti: www.fabriziocatalano.it

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Luisa Rolla , mamma di Michele Rodriguez Larreta, scomparso il 18/6/2011 dalla Sicilia; Michele viveva in Spagna, ma trascorreva molto tempo a Bergamo con la mamma . Era partito per le vacanze in Sicilia. Scompare da Palermo ma l’auto che aveva noleggiato viene ritrovata a Pisa. Michele è un fascicolo rimpallato da procura in procura: chi deve cercarlo? Mamma Luisa è una donna sola, che sola ha fatto della ricerca di chiarezza in questa vicenda lo scopo della sua vita; ma è dura far valere i propri diritti quando anche solo per un pezzo di carta che ti dice quali telefonate abbia fatto o ricevuto tuo figlio, passano mesi, e quando tutte le porte, davanti ad una donna sola, rimangono chiuse.

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I genitori di Sonia Marra, pugliese scomparsa da Perugia il 16/11/2006 dove frequentava un corso universitario e lavorava saltuariamente alla scuola di teologia. Il suo corpo non è stato trovato. I suoi genitori non hanno pace. Un processo in corso per omicidio, occultamento di cadavere e soppressione di prove.

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Angelo e Camilla, genitori di Tiziano Allegretti, scomparso nel 2005 da Roma, ora nonni di una bellissima nipotina che Tiziano non conosce ancora

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Carmela e figli di Giuseppe Bruno, scomparso il 27/5/2004 da Villarosa (EN) Carmela è siciliana e ha dovuto spiegare ai quattro figli, la cui più piccola di soli quattro anni, che il padre, l’autotrasportatore Giuseppe Bruno, era scomparso nel nulla. E oggi oltre a lottare per la giustizia deve anche fare i conti con la burocrazia che riapre ferite mai rimarginate.

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Anna e Franco genitori di Stefano Borri, scomparso da Roma il 22/02/2006. All’interno della sua macchina un biglietto “Scusate, sono stufo di andare avanti così”.Gli inquirenti ipotizzano il suicidio e non lo cercano, ma il suo corpo dov’è?

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Mario Allegretti, scomparso il 13/8/2012 da Potenza, mamma Rosetta, ormai anziana vive nel tormento e nella preghiera Mario ha salutato la sua mamma contento di andare a riposare un po’ dopo un anno di lavoro, le sue tracce si sono perse a Courmayeur, è proprio nel parcheggio della funivia che è stata ritrovata la sua macchina con all’interno tutti i suoi effetti personali, Mario aveva fatto un lungo viaggio da solo alla ricerca della tranquillità e della serenità. Gli ultimi messaggi ad alcuni amici in cui descriveva felice la bellezza dei posti che stava visitando poi,dal 18 agosto anche il suo cellulare ha taciuto…chissà quante cose avrebbe ancora voluto raccontarci! Contatti : 0971/53822.

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Immacolata Guzzo , mamma di Giuseppe Loria, scomparso il 3/9/2005 da San Giovanni in Fiore (CS). Immacolata, abbandonata prima dal marito, poi dalle istituzioni e dai suoi conterranei perché Giuseppe in passato aveva frequentato un brutto giro e aveva fatto uso di droga … allora forse non è utile impiegare risorse per cercare uno come lui! Voci parlano di “lupara bianca”. Immacolata chiede pietà “chi sa parli”.

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Franco e Laura, genitori di Marcello Volpe, scomparso da Palermo il 12/7/2011 giorno precedente il suo ventesimo compleanno, continuano a cercarlo e a sperare insieme al figlio Riccardo di 24 anni, legatissimo al fratello, che dorme nella stanza dove c’è ancora il lettino vuoto di Marcello.Avevano preparato tutti insieme con gioia quella festa di compleanno alla quale Marcello non ha partecipato, prima di sparire nel nulla. Aveva chiesto una torta al cioccolato.

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Albanascente insieme al papà continuano a cercare Rina Pennetti , mamma di due bambine, svanita nel 2009 a Cosenza. La sua ultima traccia è una borsa strappata ritrovata a Rende. Ma di Rina nessuno dice e nessuno sa nulla.

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Mario Pignalosa. scomparso 2/1/2013 da Portici (NA): Pensionato di 73 anni. I familiari lo cercano disperatamente Contatti: figlia Sabrina Pignalosa

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Giuseppe, Daniela e Carmelo, la famiglia di Luca Spoto, scomparso da Roma l’1/04/2004. Mamma Daniela non ha mai smesso di pregare e si conforta dicendo che prima o poi riabbraccerà Luca.

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Antonio e Stefano Maiorana scomparsi :03/08/2007 Isola delle Femmine presso un cantiere edile(PA). Si parlò di LUPARA BIANCA. Il 6 gennaio2009 Marco Maiorana ci lasciava rotto dal dolore per la perdita del fratello e del padre. Oggi è sepolto nel cimitero di Monreale.

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Ivano Ricci Torricelli, rimasto solo, è scomparso il 13 agosto 2009 dalla casa di riabilitazione l’Airone nei pressi di Orvieto Scalo. Per quattro anni non si hanno più segnalazioni che possano ricondurre a lui . Dopo un appello fatto su RAI3 sono pervenute numerose segnalazioni che collocano una persona fortemente somigliante a Ivano in numerosi quartieri di Perugia . Nonostante tutto non e stato ancora rintracciato .

Contatti : cugini, parenti più stretti,: Michele – Emanuela

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Emanuele Arcamone, scomparso da Ischia(NA) il 09/05/13

GabrieleDe Tursi, scomparso da Strogoli (KR) il 5/6/13

Imane Laluoa, scomparsa da Montecatini Terme (Pistoia) il 27 giugno 2003

Daniela Sanjuan, scomparsa dalla comunità “Il piccolo carro” di Bettona (Perugia)

Francesca sorella di Mirko Margiotti: scomparso e ritrovato dopo un anno chiuso dentro il suo fiorino parcheggiato davanti una scuola ed un parco giochi x bambini, dove l’indifferenza della gente e delle Autorità ( ritrovato x scadenza assicurazione, mandando a casa una multa non vedendo che il fiorino era segnalato da un anno x la sua scomparsa insieme a Mirko ) ha fatto si che lo abbiano ritrovato in condizioni di avanzato stato di composizione negandoci l’ultimo abbraccio. Questo non deve più accadere a nessuno.

Pina, mamma di Massimo Boncore, che con le sue preghiere dopo due anni ha ritrovato Massimo: ora sa dove portare un fiore e continuerà a pregare affinché il suo angelo indichi agli scomparsi, attesi dalle loro famiglie. la strada di casa.

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27/7 … 7

luglio 27, 2015

il mio fermo immagine

il mio fermo immagine

Davide, amore mio, voglio farti sapere che …. mentre cammino, mentre, durante lo scorrere delle ore nelle notti (quasi tutte) in cui i miei occhi non si chiudono, la mia mente non riposa, il mio cuore non trova pace, mentre ascolto, osservo … mentre …. penso a quante cose importanti avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, a quante  cose importanti avremmo potuto dirci e non ci siamo detti, ogni volta che lo penso, puntualmente, sento una stretta a morso, allo stomaco.  Ed allora, Davide, tu capisci bene, che la commedia delle nostre vite che, Qualcuno ha deciso di mettere in scena per “tramarla” insieme, non può interrompersi al primo atto, ogni commedia che si rispetti ha tre o addirittura 4 atti.

 

 

… Ma ci sono anche tante altre riflessioni, come ad esempio che è solo un mio privatissimo pensiero, non condiviso da te o non condivisibile, che si tratta solo di un inguaribile egoismo, parte integrante dell’essere umano, il mio pensare che gli altri atti delle commedia tu li debba mettere in scena con me.

Ed allora, mi devi almeno concedere di rivolgerti una accorata  preghiera; se non vuoi venire tu da me,  inviami un messaggero, che scegli tu come lo vuoi,  se con le ali, se a cavallo con la pergamena in mano, se piccione con il foglietto nel becco, purché conduca con sé il tuo comunicarmi che hai semplicemente scelto di essere felice, perché per te l’unica via era la libertà di pensiero e di azione, ma che porti con sé anche la notizia che, in questa tua scelta tu ti sei portato via con te i miei poveri insegnamenti: l’umiltà, la comprensione dei tuoi perché e di quelli degli altri, mai il giudizio a priori, e/o il pregiudizio, mai l’aggressività, mai la volgarità, mai l’essere come gli altri ti vorrebbero, ma come tu vuoi essere, in ogni vicenda umana cerca di essere mediatore e non aizzatore, l’amare per primi, dare, prima di chiedere, chiedere senza vergogna, quando c’è una ragione per farlo, il coraggio della verità, la responsabilità delle proprie azioni, mai nascondersi dietro agli altri: quanto è liberatorio poter dire: “si, sono stato io”, “si, è vero, scusa, ho sbagliato”, “si, è vero, hai ragione”, mai lamentarsi del nulla, amare sempre ciò che si ha, perché quello è tuo, il resto è degli altri, rispettare i confini, non essere mai invadenti, maleducati. Testimoniare con l’essere, prima che con il dire, Piangere in silenzio, avere il pudore dei propri sentimenti, non esporre ai quattro venti il tuo dolore, le tue amarezze, le tue delusioni, ovvero avere il rispetto per ciò che provi, invece sorridi in maniera palese: fa bene a te e a chi ti vede,  sii fantasioso, lasciati andare, non essere rigido ed inflessibile mai, ovvero non essere leggero, ma sii leggiadro, ed ancora ….  ancora, ricordi? Ti piaceva tanto quando ti dicevo, per riassumere: Davide, ovunque tu vai o vada non lasciare mai dietro di te cattivo odore, ma gradevole profumo, mai penetrante od eccessivo, ma delicato profumo, affinché gli altri ti ricordino per quella impercettibile, dolce scia.

Ecco! Che il “tuo” messaggero porti con se il dispaccio che tu vivi essendo così, ed aggiungendo a tutto a tutto ciò il tuo essere fragile e trasgressivo, il tuo essere affascinante e carismatico. Ma soprattutto, che mi porti la notizia che questa tua scelta ti ha guarito dal male all’anima (non della mente, come era più facile diagnosticare) che ti ha tormentato per decenni ….. Attendo Davide! Attendo! Se non te, il tuo messaggero, lo attendo non domani, ma oggi che è il giorno che segna il 7° anno senza te e tu sai quanta simbologia ha il numero 7. E’ biblico: 7 i giorni della creazione, 7 i giorni della settimana, 7 i peccati capitali, 7 gli Angeli dell’Apocalisse, 7 le costellazioni. 7 le Pleiadi. Per i Pitagorici era il numero della perfezione ciclica, associato geometricamente al cerchio.

Quante volte dobbiamo perdonare Signore? Chiedevano gli Apostoli a Gesù: “77 volte 7”, rispondeva. E’ il numero della spiritualità, dell‘intuizione, della capacità di fondere magia e realtà, la capacità di “realizzare” il magico nel quotidiano, proprio come volevi tu fosse la vita.

OGGI, voglio ricevere la visita del tuo messaggero, OGGI, perché, perdonami, Davide, ma come diceva un poeta “maledetto”, tra i tuoi amati, morto a 27 anni: età in cui a me è arrivato il fermo immagine della tua esistenza: Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.”(Jim Morrison).

Voglio che venga a dirmi che tu hai scelto, la strada così come affermava un altro uomo particolare, come quelli che piacciono a te:

“Quando sono andato a scuola, mi hanno chiesto cosa volessi diventare da grande. Ho risposto “felice”. Mi dissero che non avevo capito l’esercizio ed io risposi che loro non avevano capito la vita. “(John Lennon)

ATTENDO, OGGI ! AMORE MIO! …

Perché per continuare a vivere ho bisogno che le mie notti diventino sonno.

il mio "modello" preferito

il mio "modello" preferito

 

 

il mio scout preferito

il mio scout preferitoil sorriso, per me, più bello del mondo

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aprile 26, 2015

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15 aprile 2015   eventi, eventi associazione, Eventi Ricorrenti, news   No comments

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