Articolo Umbria 24 - Redazione di Perugia -

maggio 23, 2016

22 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:18

Orvieto, la madre disperata dello scomparso Davide Barbieri scrive al Papa e a Mattarella

Laura Norma: «Non ci devono essere casi di serie A come Yara Gambirasio e altri dimenticati. Vengano riaperti i fascicoli e si dedichi una giornata a San Pietro come per le vittime di mafia»

Orvieto, la madre disperata dello scomparso Davide Barbieri scrive al Papa e a Mattarella

Davide Barbieri e sua madre Laura

di Enzo Beretta

Laura Norma, la madre di Davide Barbieri, 27 anni al momento della scomparsa avvenuta nel luglio 2008 da una comunità di recupero ad Orvieto, non ha perso le speranze di riabbracciare il proprio figlio e negli ultimi mesi ha scritto due lettere: a Papa Francesco e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. «In Italia sono 27 mila le famiglie di persone scomparse che soffrono», scrive al Pontefice. Al Capo dello Stato invece è stato ricordato: «Non possono esistere casi mediatici di serie A come quello di Yara Gambirasio, dove è necessario far bella figura con l’opinione pubblica, e altri di serie B». Nessuna delle due missive – spiega la donna, che abita in provincia di Roma – ha ricevuto risposta.

Questa è la lettera inviata a Papa Francesco.

Caro Papa Bergoglio,
con grande umiltà mi permetto di richiamare la tua attenzione sul fenomeno degli scomparsi che appartiene a tutto il mondo. Tu hai vissuto il terrificante evento dei desaparecidos. Nessuno meglio di te sa che la condanna nelle tragedie che si abbattono sulla vita è il silenzio, l’omertà, l’indifferenza, l’impotenza. Le statistiche parlano di almeno 30 mila persone fatte sparire in Argentina. Ebbene nell’Italia libera e democratica le persone scomparse dal 1974 ad oggi corrispondono quasi al numero dei desaparecidos argentini. Caro Papa, l’urlo disperato di  27.000 famiglie vuole arrivare alle orecchie del tuo cuore per chiederti di trovare – tra i tuoi mille impegni – tempo e modo di parlare pubblicamente di questo assurdo incessante, spaventoso fenomeno. Fai un appello alle Istituzioni affinché mettano in atto azioni forti, mirate e concrete per poter ritrovare almeno una parte di queste persone, vive o morte. Vanno ritrovate, per esempio riaprendo le indagini dei fascicoli archiviati. Invita tutte le famiglie degli scomparsi in piazza San Pietro, dedica una giornata al ricordo delle persone sparite nel nulla, come hai fatto per le coppie a San Valentino e per le famiglie delle vittime della mafia. Il nostro è un dolore collettivo e solo la tua figura può risvegliare le coscienze rompendo il silenzio che c’è intorno ad ogni scomparsa. Caro Papa, noi ti vediamo come un faro capace di accendere un barlume di luce nelle nostre vite buie private assurdamente degli amori più grandi.

Di seguito, invece, la lettera che Laura Norma ha inoltrato al Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

Caro Presidente Mattarella,
non so se questa nostra lettera-appello conoscerà mai l’onore di essere letta da Lei ma sono avvezza a credere nell’impossibile. Siamo un gruppo di famiglie unite nella condivisione di un dolore: la sparizione di un congiunto. Nel popolo sommerso degli scomparsi c’è chi si è allontanato senza alcun apparente motivo da casa, comunità, ufficio, scuola. Lì è iniziata, per i familiari, l’angosciante attesa del loro ritorno. Il fenomeno delle persone scomparse è in continuo incremento, si potrebbe esemplificare come la scomparsa di un intera cittadina: una tragica rivisitazione di una Pompei dei nostri giorni. I nostri scomparsi rimangono seppelliti da un’eruzione gigantesca che li inghiotte. Ciò che fa sanguinare i nostri cuori è l’esistenza di scomparsi di serie A e di serie B. Le ricerche portate avanti con ogni forza e con ogni mezzo sono quelle dedicate ai casi mediatici su cui si accendono i riflettori di giornali e tv, ragion per cui occorre dimostrare tutta l’efficienza possibile. Davanti a queste poche decine ne restano migliaia prive di volto e di reali riscontri. Altro triste fenomeno sono i circa 1.400 cadaveri non identificati che giacciono negli obitori della medicina legale di tanti ospedali italiani. Perché non si può eseguire il Dna sul congiunto più prossimo di uno scomparso così che quando giunge un cadavere senza identità in un obitorio possa operarsi la comparazione? In questa maniera molti corpi verrebbero restituiti alla famiglie in dolorosissima e trepidante attesa del ritorno del proprio caro che magari da anni giace nell’anonimato di uno squallido obitorio. Riteniamo che tutto ciò sia anticristiano, antietico e al limite del disumano. Perché l’ufficio preposto del Commissario straordinario del governo per le persone scomparse non istituisce una banca dati dedicata e agilmente consultabile? L’effettuazione del Dna comporta costi troppo alti per lo Stato. Diventa di pubblico dominio un caso come quello della povera Yara Gambirasio e poiché per far bella figura con l’opinione pubblica bisogna assicurare la consegna dell’assassino alla giustizia – giustissimo, per carità – si eseguono migliaia e migliaia di Dna. Chi paga? Caro Presidente, chiediamo che gli scomparsi vengano trattati tutti alla stessa stregua e che le indagini proseguano fino alla risoluzione dei casi.

©Riproduzione riservata

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· che gli scomparsi siano trattati tutti alla stessa stregua, ovvero finché non si è giunti alla risoluzione di una caso con il ritrovamento del soggetto vivo o morto, non vengano archiviati i fascicoli e si continui ad indagare;

· che dopo la presentazione di una denuncia di scomparsa di una persona da parte dei famigliari alle forze dell’ordine, trascorso un arco di tempo ragionevole, per esempio, sei mesi, si effettui il DNA su un famigliare, per un eventuale comparazione con chi viene ritrovato o portato in obitorio;

· istituire una giornata nazionale dedicata agli scomparsi con la partecipazione delle loro famiglie per non dimenticare questo fenomeno che si può certamente definire una piaga sociale, un fenomeno aberrante che non trova risposte a confortare l’immane dolore di chi resta ad attendere nell’ergastolo del limbo.

Per il dovuto riguardo che merita la Sua persona, non abbiamo scritto e firmato in rosso

le parole che Le abbiamo rivolto, ma non ci occorre alcuno sforzo, né fare riscorso alla retorica, per avere contezza che anche il suo cuore riporta una ferita sanguinante di colore rosso, mai rimarginata …. L’abbandono ingiusto, ingiustificato ed ingiustificabile di una persona carissima alla sua vita che un infame destino Le ha strappato via.

Caro Presidente, uniti con Lei da un rosso di un unico dolore, confidiamo vivamente in una Sua, per noi preziosissima, considerazione di quanto richiestoLe,

Le auguriamo, con affetto. un proseguimento proficuo e sereno del suo arduo, ma onorevolissimo mandato.

Permetta, con umiltà e ossequio, di abbracciarLa.

I familiari:

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Laura mamma/papà di Davide Barbieri,, scomparso Comunità Lahuèn di Orvieto il 27/07/2008. Laura ha affidato il figlio a una comunità di recupero, che, invece di prendersi cura di lui, hanno lasciato che uscisse dal cancello e fosse inghiottito dal nulla. “Signora,tranquilla, sicuramente suo figlio sta cercando di tornare a casa”. Ma sono oltre 5 anni che Davide non dorme nella sua stanza, nel suo letto. Contatti: www.cerchiamodavide.org

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Ezio e Caterina, genitori di Fabrizio Catalano, scomparso il 21/07/2005 ad Assisi, dove frequentava un corso universitario di musicoterapia. Profondamente religioso e impegnato nel volontariato abbandona tutti i suoi effetti personali. La sua sacca e la sua chitarra sono stati rinvenuti, in luoghi e tempi diversi, sul sentiero francescano della pace Assisi-Gubbio. L’ultima telefonata fatta ad un cara amica, il giorno prima della sua sparizione, diceva di aver trovato una cosa meravigliosa, la strada verso il buon Signore. Dov’è Fabrizio? Contatti: www.fabriziocatalano.it

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Luisa Rolla , mamma di Michele Rodriguez Larreta, scomparso il 18/6/2011 dalla Sicilia; Michele viveva in Spagna, ma trascorreva molto tempo a Bergamo con la mamma . Era partito per le vacanze in Sicilia. Scompare da Palermo ma l’auto che aveva noleggiato viene ritrovata a Pisa. Michele è un fascicolo rimpallato da procura in procura: chi deve cercarlo? Mamma Luisa è una donna sola, che sola ha fatto della ricerca di chiarezza in questa vicenda lo scopo della sua vita; ma è dura far valere i propri diritti quando anche solo per un pezzo di carta che ti dice quali telefonate abbia fatto o ricevuto tuo figlio, passano mesi, e quando tutte le porte, davanti ad una donna sola, rimangono chiuse.

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I genitori di Sonia Marra, pugliese scomparsa da Perugia il 16/11/2006 dove frequentava un corso universitario e lavorava saltuariamente alla scuola di teologia. Il suo corpo non è stato trovato. I suoi genitori non hanno pace. Un processo in corso per omicidio, occultamento di cadavere e soppressione di prove.

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Angelo e Camilla, genitori di Tiziano Allegretti, scomparso nel 2005 da Roma, ora nonni di una bellissima nipotina che Tiziano non conosce ancora

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Carmela e figli di Giuseppe Bruno, scomparso il 27/5/2004 da Villarosa (EN) Carmela è siciliana e ha dovuto spiegare ai quattro figli, la cui più piccola di soli quattro anni, che il padre, l’autotrasportatore Giuseppe Bruno, era scomparso nel nulla. E oggi oltre a lottare per la giustizia deve anche fare i conti con la burocrazia che riapre ferite mai rimarginate.

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Anna e Franco genitori di Stefano Borri, scomparso da Roma il 22/02/2006. All’interno della sua macchina un biglietto “Scusate, sono stufo di andare avanti così”.Gli inquirenti ipotizzano il suicidio e non lo cercano, ma il suo corpo dov’è?

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Mario Allegretti, scomparso il 13/8/2012 da Potenza, mamma Rosetta, ormai anziana vive nel tormento e nella preghiera Mario ha salutato la sua mamma contento di andare a riposare un po’ dopo un anno di lavoro, le sue tracce si sono perse a Courmayeur, è proprio nel parcheggio della funivia che è stata ritrovata la sua macchina con all’interno tutti i suoi effetti personali, Mario aveva fatto un lungo viaggio da solo alla ricerca della tranquillità e della serenità. Gli ultimi messaggi ad alcuni amici in cui descriveva felice la bellezza dei posti che stava visitando poi,dal 18 agosto anche il suo cellulare ha taciuto…chissà quante cose avrebbe ancora voluto raccontarci! Contatti : 0971/53822.

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Immacolata Guzzo , mamma di Giuseppe Loria, scomparso il 3/9/2005 da San Giovanni in Fiore (CS). Immacolata, abbandonata prima dal marito, poi dalle istituzioni e dai suoi conterranei perché Giuseppe in passato aveva frequentato un brutto giro e aveva fatto uso di droga … allora forse non è utile impiegare risorse per cercare uno come lui! Voci parlano di “lupara bianca”. Immacolata chiede pietà “chi sa parli”.

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Franco e Laura, genitori di Marcello Volpe, scomparso da Palermo il 12/7/2011 giorno precedente il suo ventesimo compleanno, continuano a cercarlo e a sperare insieme al figlio Riccardo di 24 anni, legatissimo al fratello, che dorme nella stanza dove c’è ancora il lettino vuoto di Marcello.Avevano preparato tutti insieme con gioia quella festa di compleanno alla quale Marcello non ha partecipato, prima di sparire nel nulla. Aveva chiesto una torta al cioccolato.

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Albanascente insieme al papà continuano a cercare Rina Pennetti , mamma di due bambine, svanita nel 2009 a Cosenza. La sua ultima traccia è una borsa strappata ritrovata a Rende. Ma di Rina nessuno dice e nessuno sa nulla.

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Mario Pignalosa. scomparso 2/1/2013 da Portici (NA): Pensionato di 73 anni. I familiari lo cercano disperatamente Contatti: figlia Sabrina Pignalosa

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Giuseppe, Daniela e Carmelo, la famiglia di Luca Spoto, scomparso da Roma l’1/04/2004. Mamma Daniela non ha mai smesso di pregare e si conforta dicendo che prima o poi riabbraccerà Luca.

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Antonio e Stefano Maiorana scomparsi :03/08/2007 Isola delle Femmine presso un cantiere edile(PA). Si parlò di LUPARA BIANCA. Il 6 gennaio2009 Marco Maiorana ci lasciava rotto dal dolore per la perdita del fratello e del padre. Oggi è sepolto nel cimitero di Monreale.

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Ivano Ricci Torricelli, rimasto solo, è scomparso il 13 agosto 2009 dalla casa di riabilitazione l’Airone nei pressi di Orvieto Scalo. Per quattro anni non si hanno più segnalazioni che possano ricondurre a lui . Dopo un appello fatto su RAI3 sono pervenute numerose segnalazioni che collocano una persona fortemente somigliante a Ivano in numerosi quartieri di Perugia . Nonostante tutto non e stato ancora rintracciato .

Contatti : cugini, parenti più stretti,: Michele - Emanuela

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Emanuele Arcamone, scomparso da Ischia(NA) il 09/05/13

GabrieleDe Tursi, scomparso da Strogoli (KR) il 5/6/13

Imane Laluoa, scomparsa da Montecatini Terme (Pistoia) il 27 giugno 2003

Daniela Sanjuan, scomparsa dalla comunità “Il piccolo carro” di Bettona (Perugia)

Francesca sorella di Mirko Margiotti: scomparso e ritrovato dopo un anno chiuso dentro il suo fiorino parcheggiato davanti una scuola ed un parco giochi x bambini, dove l’indifferenza della gente e delle Autorità ( ritrovato x scadenza assicurazione, mandando a casa una multa non vedendo che il fiorino era segnalato da un anno x la sua scomparsa insieme a Mirko ) ha fatto si che lo abbiano ritrovato in condizioni di avanzato stato di composizione negandoci l’ultimo abbraccio. Questo non deve più accadere a nessuno.

Pina, mamma di Massimo Boncore, che con le sue preghiere dopo due anni ha ritrovato Massimo: ora sa dove portare un fiore e continuerà a pregare affinché il suo angelo indichi agli scomparsi, attesi dalle loro famiglie. la strada di casa.

Da aggiungere

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27/7 … 7

luglio 27, 2015

il mio fermo immagine

il mio fermo immagine

Davide, amore mio, voglio farti sapere che …. mentre cammino, mentre, durante lo scorrere delle ore nelle notti (quasi tutte) in cui i miei occhi non si chiudono, la mia mente non riposa, il mio cuore non trova pace, mentre ascolto, osservo … mentre …. penso a quante cose importanti avremmo potuto fare e non abbiamo fatto, a quante  cose importanti avremmo potuto dirci e non ci siamo detti, ogni volta che lo penso, puntualmente, sento una stretta a morso, allo stomaco.  Ed allora, Davide, tu capisci bene, che la commedia delle nostre vite che, Qualcuno ha deciso di mettere in scena per “tramarla” insieme, non può interrompersi al primo atto, ogni commedia che si rispetti ha tre o addirittura 4 atti.

 

 

… Ma ci sono anche tante altre riflessioni, come ad esempio che è solo un mio privatissimo pensiero, non condiviso da te o non condivisibile, che si tratta solo di un inguaribile egoismo, parte integrante dell’essere umano, il mio pensare che gli altri atti delle commedia tu li debba mettere in scena con me.

Ed allora, mi devi almeno concedere di rivolgerti una accorata  preghiera; se non vuoi venire tu da me,  inviami un messaggero, che scegli tu come lo vuoi,  se con le ali, se a cavallo con la pergamena in mano, se piccione con il foglietto nel becco, purché conduca con sé il tuo comunicarmi che hai semplicemente scelto di essere felice, perché per te l’unica via era la libertà di pensiero e di azione, ma che porti con sé anche la notizia che, in questa tua scelta tu ti sei portato via con te i miei poveri insegnamenti: l’umiltà, la comprensione dei tuoi perché e di quelli degli altri, mai il giudizio a priori, e/o il pregiudizio, mai l’aggressività, mai la volgarità, mai l’essere come gli altri ti vorrebbero, ma come tu vuoi essere, in ogni vicenda umana cerca di essere mediatore e non aizzatore, l’amare per primi, dare, prima di chiedere, chiedere senza vergogna, quando c’è una ragione per farlo, il coraggio della verità, la responsabilità delle proprie azioni, mai nascondersi dietro agli altri: quanto è liberatorio poter dire: “si, sono stato io”, “si, è vero, scusa, ho sbagliato”, “si, è vero, hai ragione”, mai lamentarsi del nulla, amare sempre ciò che si ha, perché quello è tuo, il resto è degli altri, rispettare i confini, non essere mai invadenti, maleducati. Testimoniare con l’essere, prima che con il dire, Piangere in silenzio, avere il pudore dei propri sentimenti, non esporre ai quattro venti il tuo dolore, le tue amarezze, le tue delusioni, ovvero avere il rispetto per ciò che provi, invece sorridi in maniera palese: fa bene a te e a chi ti vede,  sii fantasioso, lasciati andare, non essere rigido ed inflessibile mai, ovvero non essere leggero, ma sii leggiadro, ed ancora ….  ancora, ricordi? Ti piaceva tanto quando ti dicevo, per riassumere: Davide, ovunque tu vai o vada non lasciare mai dietro di te cattivo odore, ma gradevole profumo, mai penetrante od eccessivo, ma delicato profumo, affinché gli altri ti ricordino per quella impercettibile, dolce scia.

Ecco! Che il “tuo” messaggero porti con se il dispaccio che tu vivi essendo così, ed aggiungendo a tutto a tutto ciò il tuo essere fragile e trasgressivo, il tuo essere affascinante e carismatico. Ma soprattutto, che mi porti la notizia che questa tua scelta ti ha guarito dal male all’anima (non della mente, come era più facile diagnosticare) che ti ha tormentato per decenni ….. Attendo Davide! Attendo! Se non te, il tuo messaggero, lo attendo non domani, ma oggi che è il giorno che segna il 7° anno senza te e tu sai quanta simbologia ha il numero 7. E’ biblico: 7 i giorni della creazione, 7 i giorni della settimana, 7 i peccati capitali, 7 gli Angeli dell’Apocalisse, 7 le costellazioni. 7 le Pleiadi. Per i Pitagorici era il numero della perfezione ciclica, associato geometricamente al cerchio.

Quante volte dobbiamo perdonare Signore? Chiedevano gli Apostoli a Gesù: “77 volte 7”, rispondeva. E’ il numero della spiritualità, dell‘intuizione, della capacità di fondere magia e realtà, la capacità di “realizzare” il magico nel quotidiano, proprio come volevi tu fosse la vita.

OGGI, voglio ricevere la visita del tuo messaggero, OGGI, perché, perdonami, Davide, ma come diceva un poeta “maledetto”, tra i tuoi amati, morto a 27 anni: età in cui a me è arrivato il fermo immagine della tua esistenza: Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.”(Jim Morrison).

Voglio che venga a dirmi che tu hai scelto, la strada così come affermava un altro uomo particolare, come quelli che piacciono a te:

“Quando sono andato a scuola, mi hanno chiesto cosa volessi diventare da grande. Ho risposto “felice”. Mi dissero che non avevo capito l’esercizio ed io risposi che loro non avevano capito la vita. “(John Lennon)

ATTENDO, OGGI ! AMORE MIO! …

Perché per continuare a vivere ho bisogno che le mie notti diventino sonno.

il mio "modello" preferito

il mio "modello" preferito

 

 

il mio scout preferito

il mio scout preferitoil sorriso, per me, più bello del mondo

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5×1000

aprile 26, 2015

5 per mille 95623250016 Ass. Cercando Fabrizio e… Onlus

15 aprile 2015   eventi, eventi associazione, Eventi Ricorrenti, news   No comments

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Buon 34°

marzo 21, 2015

C’è un fermo immagine nella mia mente.

Ero in una cameretta di ospedale, il  “Vittore Buzzi” di Milano (l’Ospedale dei bambini).

Ero l’unica degente, insieme a me un giovane dottore, biondino, dallo sguardo dolce, “attendavamo”! L’attesa durava ormai da 36 ore (dall’inizio del travaglio). Il “dottorino”,  si scostò un po’ dal lettino dove ero distesa, volse gli occhi verso il balcone della stanza, e con uno sguardo perso lontano, come volesse oltrepassare l’orizzonte, l’infinito, mi disse: “Signora, questo bambino nasce in un bellissimo giorno, il più bello: è il giorno della rondine di San Benedetto.”

…. Era il 21 marzo (l’equinozio di primavera) , quindi il giorno del risveglio, della speranza, del rinnovamento. Il più bello, il più atteso.

 

Era il giorno più bello della settimana:  sabato.

 

“ il sabato del villaggio” …… Sabato è il più gradito giorno della settimana, pieno di speranza e di gioia.  Giovinetto allegro, questa età fiorita è come un giorno pieno di allegria, che precede la festa della tua vita.   Fanciullo, goditi questo stato soave, questa stagione lieta. ……

 

Erano le 16,20: c’era la tranquillità di un pranzo assolto, di un riposo fatto, dell’attesa di una serata speciale.

 

Ecco DAVIDE!

E’ arrivato in questo splendente momento di gioia collettiva.

L’attimo, in assoluto, più struggente di tutta la mia vita.

Ricordo che il padre di Davide era rimasto colpito da una mia frase: “lo voglio perché potrò dire di aver fatto qualcosa nella mia vita”. E’ vero! Per me Davide è stato ed è il mio “biglietto da visita”, il mio “lasciapassare”. Una vita, la mia, certamente zeppa di errori, pasticci, occasioni mancate, sentimenti sprecati, milioni di attimi non raccolti, ma, …. ma, Davide mi ha dato il nulla osta per dire: “non sono passata invano sulla terra, ho lasciato il mondo un po’ migliore di come l’ho trovato, grazie a lui che mi ha donato la stupefacente meraviglia di essere madre.”

Sappi amore mio che in qualsiasi momento tu lo vorrai, il mio ventre è sempre pronto a riaccoglierti, per me, oggi, è ancora il 21 marzo 1981, non è successo nulla, perché il mio struggimento nel guardarti, nel pensare e dire “ecco mio figlio!” è rimasto identico. Non è successo nulla, perché inalterato è rimasto Il mio amore indissolubile, inestinguibile per te: nel mio cuore che trabocca per la creatura più irripetibile che il Signore ha scelto di rendere mio figlio. E’ vero, ognuno di noi è una “parola” irripetibile di Dio, ma su Davide, Dio, ha voluto aggiungerci anche un accento.  

Amore mio, quanto mi manca la tua voce, quanto mi mancano i tuoi occhi, i tuoi sorrisi, le tue lacrime, la tua inarrestabile voglia di vivere.

Sai, noi Cristiani usiamo dire che non c’è Pasqua senza Venerdì Santo, ma quanto farai durare ancora il “mio” Venerdì Santo?

Inutile dirti che oggi sarà per me un giorno zeppo di mille sensazioni, ma per te, non voglio essere triste. Perché è un giorno di festa: il più bello: la festa della tua vita.

Ti immaginerò davanti ad un’immensa torta di panna e cioccolato con 34 candeline azzurre, su cui tu soffierai, circondato da chi, in questo tempo, non ha reso mai pericoloso il tuo volo, ma piuttosto forte e libero nei grandi cieli della vita. Ti voglio pensare insieme a qualcuno che ti ha permesso di planare in un mondo fatto a tua misura, dipinto con i tuoi colori. Ti voglio pensare accompagnato da chi ha saputo odorare il profumo del tuo essere speciale ed inebriarsene insieme a te.

Io ti prometto di volere non rendermi mai prigioniera della paura, ma di sentirmi libera nella speranza.

Ti prometto di fare mie le parole della volpe al piccolo principe che disse. “Addio – ecco il mio segreto -, è molto semplice, non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”

 

Buon Compleanno, mio piccolo grande uomo. Con l’amore di sempre, mamma.

Amore mio, quanto mi manca la tua voce, quanto mi mancano i tuoi occhi, i tuoi sorrisi, le tue lacrime, la tua inarrestabile voglia di vivere.

Sai, noi Cristiani usiamo dire che non c’è Pasqua senza Venerdì Santo, ma quanto farai durare ancora il “mio” Venerdì Santo?

Inutile dirti che oggi sarà per me un giorno zeppo di mille sensazioni, ma per te, non voglio essere triste. Perché è un giorno di festa: il più bello: la festa della tua vita.

Ti immaginerò davanti ad un’immensa torta di panna e cioccolato con 34 candeline azzurre, su cui tu soffierai, circondato da chi, in questo tempo, non ha reso mai pericoloso il tuo volo, ma piuttosto forte e libero nei grandi cieli della vita. Ti voglio pensare insieme a qualcuno che ti ha permesso di planare in un mondo fatto a tua misura, dipinto con i tuoi colori. Ti voglio pensare accompagnato da chi ha saputo odorare il profumo del tuo essere speciale ed inebriarsene insieme a te.

Io ti prometto di volere non rendermi mai prigioniera della paura, ma di sentirmi libera nella speranza.

Ti prometto di fare mie le parole della volpe al piccolo principe che disse. “Addio – ecco il mio segreto -, è molto semplice, non si vede bene che con il cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi.”

 

Buon Compleanno, mio piccolo grande uomo. Con l’amore di sempre, mamma.

E prego tutti voi, uno ad uno, se lo incontrate oggi, non dimenticate di dirgli: 

BUON COMPLEANNO, DAVIDE!

 

Frasi di Jim Morrison, lo so che è stato “la trasgressione”, ma in essa ci può essere una sensibilità che va oltre

Esiste una realtà che si conosce
e una che rimane avvolta nel mistero perennemente.
il regno dell’ignoto si sovrappone a quello del mondo conosciuto:
a metà strada ci siamo noi, The Doors, le porte,
un varco tra queste due dimensioni.
Non accontentarti dell’orizzonte, cerca l’infinito
È nel momento in cui dubiti di volare
che perdi per sempre la facoltà di farlo
Può darsi che per il mondo tu non sia nessuno,
ma per qualcuno tu sia tutto il mondo

Sogna perchè nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti può dare

Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito,
è il momento in cui tutto ha inizio 

RISPOSTE D’AUGURI A DAVIDE da Facebook

Piace a Carolina Grande, Gianfranco Licata, Emanuela Ricci Torricelli e altri 15.

 

 

 

 

3 condivisioni

 

Cinzia Rosati Buon compleanno Davide. Il tuo sorriso irripetibile e contagioso e i tuoi occhi cattigghiusi mi sono sempre davanti. Non dimenticare di tornare a trovarci. E dai un bacio alla tua piccola grande mamma da parte mia. Lei è sempre nel mio cuore.

21 marzo alle ore 11.56 ·

Beatrice Betty Boopy Bellissima mamma, sei grande! Più siamo e più Davide ha la possibilità di sentirsi chiamare. Grazie!!! Un fortissimo abbraccio.

 

Cerchiamo Michele Buon compleanno Davide! Un forte abbraccio alla tua dolce mamma

21 marzo alle ore 12.00 ·

 

21 marzo alle ore 12.02 ·

Patrizia Barbieri Buon compleanno, cugino. Ovunque tu sia. E un abbraccio alla tua mamma

21 marzo alle ore 13.00 ·

Beatrice Betty Boopy Alla mia bellissima nipote, ricambio forte l”abbraccio, sperando di poterglielo dare prestissimo fisicamente.

 

Fabrizio Napoli Auguri Davide !

21 marzo alle ore 13.10 ·

21 marzo alle ore 13.30 ·

Beatrice Betty Boopy Dottore Napoli, è un vero onore per me! Grazie di cuore, Fabry!

21 marzo alle ore 13.31 ·

Giancarla Fodale Auguri prorompente e sensibile Davide e auguri alla tua grande e coraggiosa mamma, con tanto tanto tanto affetto

21 marzo alle ore 14.26 ·

Beatrice Betty Boopy Dolcissima Giancarla, è bellissimo il tuo ricordo, ricambio in un forte abbraccio lo stesso affetto e .. so che in mezzo a noi c’è anche Davide che ti considerava “specialissima” … aveva ragione.

21 marzo alle ore 14.43 ·

Simona Brunazzi Buon compleanno Davide, ogni volta che guardo e condivido la tua foto penso che sei diventato un amico come se ti avessi conosciuto personalmente e non perdo la speranza di poterlo fare un giorno!

21 marzo alle ore 14.43 ·

Rosita Giagulli Auguri a Davide e alla sua splendida mamma!… Sei bravissima a descrivere …mi emozioni sempre!…

21 marzo alle ore 15.11 ·

Emanuela Manu Bottanelli Quali emozioni. ..grazie. E auguri a Davide.

21 marzo alle ore 19.49 ·

Annarita Pani Auguri DAVIDE!!!! E te Laura sei unica

21 marzo alle ore 17.47 ·

Isabella Gizzi Torriglia Un forte abbraccio Laura, ho pensato tanto a Davide oggi…

21 marzo alle ore 18.54 ·

Sophosfera Bracciano Auguri, Davide!

21 marzo alle ore 19.11 ·

Beatrice Betty Boopy Splendide donne tutte: Simona, Rosita, Manuela, Annarita, Isabella, Valeria, per me è una felicità pensarvi amiche e sapere di esserlo per voi. Conservo e conserverò gelosamente le vostre preziose parole, non vedo l’ora di farle leggere a Davide che, sono certa ne resterà lusingato e verrà a trovarvi una ad una per farvi il baciamano, com’era sua consuetudine. Un fortissimo abbraccio.

21 marzo alle ore 19.39 ·

Margherita Asta Un grosso bacio a te e a Davide ovunque lui abbia scelto di stare un augurio di buon compleanno

22 marzo alle ore 10.14 ·

Beatrice Betty Boopy Grazie mitica Hati. Pensa se Davide ritornasse il nostro “lupetto”! Potremmo ancora stupirci della sua incredibile vivacità .. anche troppa.. ma quanto la rimpiango! Penso sempre comunque che è troppo “forte” per poter non esserci più. Sappiamo che c’è e prima o poi sentirà il richiamo della Giungla. Un abbraccio.

 

21 marzo alle ore 21.00 ·

MissingpeopleItaly Amministratori Auguri Davide! Un abbraccio signora Laura! Ovunque sia Davide sente il suo affetto e questo lo guiderà verso casa!

22 marzo alle ore 11.09 ·

Beatrice Betty Boopy Grazie mille al gruppo di Missing per la loro vicinanza.

21 marzo alle ore 23.38

Silvia Zappitello Auguri Davide in ritardo . Un abbraccio alla tua grande mamma . Ti aspettiamo

22 marzo alle ore 11.10 ·

Beatrice Betty Boopy Silvia cara, ricambio con grande affetto. Spero di rivederti in qualche occasione.

22 marzo alle ore 11.10 ·

Vita Spanò Auguri Davide….. e a te Laura, non mollare ,tu che hai ancora la speranza di rivederlo !.Un abbraccio

23 marzo alle ore 10.21 ·

o    Beatrice Betty Boopy Vita cara, è’ proprio vero, ciò che dici. Tu, per continuare a vivere puoi trarre la forza solo dai ricordi e non occorrono parole per comprendere il tuo “abisso” interiore. La tua consolazione è che il passaggio di Silvia su questa nostra terra non poteva essere più speciale e splendido di come è stato. Ahimè, gli Angeli un po’ gelosetti l’hanno voluta solo e tutta per loro. Ti sono vicina. E grazie delle tue parole di speranza, mi fanno bene. Un abbraccio infinito.

23 marzo alle ore 17.50 ·

 22 marzo alle ore 11.55 ·

Gianfranco Licata un abbraccio, un pensiero, un augurio

Beatrice Betty Boopy Gianfri, grazie, avevo bisogno che ci fossi anche tu. Con affetto, Laura.

 

 

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articoli su “crimeblog” dedicati a Davide e Fabrizio

ottobre 31, 2014

Un grazie dal profondo del cuore a Daniela Bellu, giornalista x
http://www.crimeblog.it/categoria/storie-di-scomparse
Grazie per aver scritto sulle scomparse di Davide e Fabrizio, con la finalità di riaccendere i “riflettori” su di loro, considerando che in tutti questi anni troppe poche luci si sono accesse ad illumunare quei terribili sentieri umbri che, misteriosamente, tragicamente li hanno inghiottiti, per, sino ad oggi, mai restituirli alle loro mamme e a tutti coloro che da allora non smettono di aspettarli.
Sicuramente, Daniela, per la sua professione, rende, parlando di lororo, anche un servizio sociale alle decine di migliaia di famiglie che vivono tra color che son sospesi, nel buio e nell’impotenza dell’incognito, ma Grazie, in particolar modo alla sua deliziosa e delicata umanità.

Qusti gli articoli scritti da Daniela.

Scomparse: Davide Barbieri. La storia che raccontiamo nella nostra rubrica Storie di scomparse è quella di Davide Barbieri, scomparso da Orvieto il 27 luglio 2008.

È il 27 luglio 2008 quando Davide Barbieri, 27 anni, intorno alle 11.30 abbandona la Comunità Lahuèn di Orvieto e non lascia dietro di sé alcuna traccia. Da allora sono trascorsi più di sei anni e sua madre, Laura, non ha mai smesso di cercarlo e di aspettarlo.

La storia di Davide è una storia di grande dolore, ma anche di grande amore, quello che lega il giovane a sua madre, l’unico genitore che ha conosciuto e che lo ha cresciuto con dedizione e affetto. Ma è anche una storia di drammi che si abbattono su Davide: abbandonato dal padre ancora prima della sua nascita, poi vittima di un grave incidente a soli otto anni con conseguente coma di 15 giorni, e ancora problemi psicologici tali da renderlo sempre più fragile ed esposto ai pericoli della vita.
La personalità borderline di Davide, acuita dall’utilizzo di spinelli che in una psicologia come la sua non fanno che peggiorare la situazione, lo costringe a dieci anni di via crucis tra ospedali, cliniche e comunità di vario genere, con trasferimenti in varie città e regioni d’Italia.
Fino a quando, a luglio del 2008, Davide decide in accordo con sua madre e con i medici che lo avevano seguito fino a quel momento di entrare nella Comunità Lahuèn di Orvieto, un centro a doppia diagnosi, ovvero specializzato nella cura e riabilitazione dei disturbi di personalità accompagnati da dipendenze di qualsiasi genere e grado di sostanze.
Il progetto prevede che in un primo momento vengano vietati tutti i contatti con l’esterno, per favorire l’inserimento del paziente nella comunità: niente visite dei familiari, niente telefonate, niente cellulare, niente soldi. Davide è isolato dal mondo esterno e forse sente il peso di questo distacco. Ma sono solo ipotesi, perché mamma Laura non ha idea di cosa sia accaduto dopo aver lasciato il figlio in comunità, e anche le poche risposte avute alle sue insistenti domande sono sempre state vaghe e non esaustive
Davide esce da quella comunità, in cui era entrato solo 12 giorni prima, intorno alle 11.30 indossando solo un paio di calzoncini, una maglietta e degli infradito. Non ha denaro, non ha un cellulare, non ha documenti. Il cancello è aperto e nessuno lo ferma sul momento. Poi qualcuno della comunità, accortosi del suo allontanamento, lo segue con un’auto e gli chiede di tornare indietro. Il giovane oppone il suo rifiuto e loro lo lasciano andare. Davide continua a camminare, inoltrandosi nella campagna circostanze e facendo perdere le sue tracce.
Questo, almeno, è quello che viene raccontato a sua madre, con una telefonata, due ore dopo l’allontanamento di suo figlio.
A inizio settembre ricomincia Chi l’ha visto e in più puntate viene trattata la storia di Davide Barbieri. Le battute di ricerca nella zona della scomparsa, portate avanti da forze dell’ordine e volontari, non danno alcun risultato. Per la madre, in un certo senso, è un sollievo: nessun corpo viene rinvenuto nei luoghi della scomparsa. Ma allora dov’è Davide?
Nel corso di questi sei anni ci sono state numerose segnalazioni, che mamma Laura ha cercato di verificare tutte, come lei stessa ci ha raccontato, in alcuni casi escludendo che si trattasse di suo figlio, in altri restando con il dubbio. Ma anche il sospetto che in realtà Davide non sia mai uscito da quella comunità non la abbandona, un dubbio che però non ha delle prove concrete a fondamento che possano far riaprire il suo caso.

Davide Barbieri scomparso - l’intervista a mamma Laura

Permettimi di sottolineare, per iniziare, la prima assurdità di questo caso che salta agli occhi: Davide viene visto andare via, nelle sue condizioni, e non viene fermato…
Credo che in questa storia di mio figlio ci sia stata molta negligenza e superficialità da parte di chi si sarebbe dovuto occupare di lui in quel periodo. Io so solo quello che mi hanno riferito i responsabili della comunità, quando mi hanno chiamato due ore dopo il suo allontanamento, perché altri testimoni non ce ne sono: mi hanno detto che, quando si sono resi conto che era uscito, lo hanno seguito con la macchina e raggiunto, invitandolo a tornare indietro. Dopo un chilometro circa, in cui cercavano di convincerlo a seguirli, Davide sarebbe entrato in un allevamento di maiali che c’era nelle vicinanze, e loro non potendolo seguire a piedi avrebbero fatto marcia indietro. Mio figlio non li ha voluti seguire, dicendo che voleva tornare a Roma, a casa sua, e per loro andava bene così, erano certi che sarebbe tornato a casa. E questo anche se era senza soldi e senza documenti. Nei giorni seguenti, quando chiamavo in comunità per avere notizie, continuavano a ripetermi di non preoccuparmi, che prima o poi sarebbe tornato a casa. Quando ho chiesto spiegazioni su come era vestito, per la denuncia di scomparsa, mi sono sentita rispondere che non aveva importanza. Ho dovuto insistere anche per sapere come aveva fatto a uscire dalla comunità, e solo dopo le mie insistenze hanno ammesso che il cancello di ingresso quel giorno era rimasto aperto. Quando ho sottolineato il fatto che non dovevano lasciarlo andar via, mi è stato risposto che loro non possono usare misure coercitive per trattenere i pazienti, visto che il ricovero è su base volontaria. Ma Davide non stava bene. Non occorreva certo legarlo o dargli una mazzata in testa, bastava seguirlo, parlargli, convincerlo almeno ad aspettare il mio arrivo per riportarlo a casa. Oppure chiamare una pattuglia dei carabinieri o della polizia, spiegando l’accaduto, in modo che lo riportassero indietro loro. Tutto questo non è stato fatto. E la conseguenza è che dopo sei anni io non so dove è mio figlio.
Tu tra l’altro sei sempre tornata alla comunità, per gli anniversari della scomparsa di Davide. Ci sei tornata anche quest’anno…
Sì, e mi hanno lasciato dietro un cancello chiuso. La loro unica preoccupazione è di non rovinare la loro immagine, di non avere una cattiva pubblicità e quindi cercano sempre di tenermi alla larga. Alla negligenza e alla superficialità, quindi, aggiungiamo un’assoluta mancanza di umanità, se pensi che in sei anni non ho mai ricevuto una telefonata, nemmeno per chiedermi se stavo bene, se potevano fare qualcosa, se c’erano novità. Qualcuno ha anche sollevato il dubbio che Davide da quella comunità non sia in realtà mai uscito e io ho esposto le mie preoccupazioni al magistrato che seguiva il caso. Lui ha fatto tutto quello che poteva fare e purtroppo non aveva elementi sufficienti per mandare là dentro le ruspe. E io ovviamente non so davvero che fare, e mi devo tenere questo sospetto.
Credi che i problemi di Davide, anziché essere un motivo in più per doverlo cercare subito, siano in realtà stati una scusa per non cercarlo abbastanza?
Sì, in qualche modo sembra davvero così. È come se avessero pensato: tanto è un ragazzo problematico, lasciamolo andare. Non so se avrebbero agito allo stesso modo se fosse stato un loro figlio. Tra l’altro stiamo parlando di una struttura costosa, dove si pagavano allora 130 euro al giorno a paziente, e come minimo ti aspetti attenzione e interesse, cose che non ci sono state.
Quando vengono ritrovati dei corpi di scomparsi, come accaduto ora per Elena Ceste, quali sono i pensieri che assalgono una mamma in attesa di un figlio?
Sono tanti. Per quanto mi riguarda, ti posso dire che, forse anche per un meccanismo di autodifesa, io Davide lo sento vivo. Penso sempre che quando succede una disgrazia, quando c’è una morte, prima o poi il corpo si trova, come avvenuto ora con la Ceste. Il fatto di non averlo mai ritrovato, mi mantiene quindi il cuore forte nel dire c’è ancora, è da qualche parte, è spaesato. Forse ha perso la memoria, anche perché io per lui ero il suo universo e lui il mio, quindi sicuramente avrebbe chiesto a qualcuno di chiamarmi, e se non lo ha fatto penso che non lo può fare.
Dopo la scomparsa ci sono stati degli avvistamenti attendibili?
Ce ne sono state tante segnalazioni, non so quanto attendibili. Tante segnalazioni sono arrivate dalla zona di Bolzano e poi da Napoli, dove io sono stata per tre giorni con la troupe di Chi l’ha visto e dove
sono poi tornata più volte. Quelle segnalazioni alla fine riguardavano “tre Davide”: due li abbiamo individuati e quindi esclusi, uno è invece rimasto nel mistero e non siamo mai riusciti a trovarlo.
Quanto sarebbe importante avere un sostegno psicologico ma anche legale gratuito per le famiglie degli scomparsi?
Sarebbe importantissimo. Pensa che quando Davide è scomparso in tanti mi hanno detto che avrei dovuto denunciare penalmente la comunità però purtroppo in quel momento io da una parte ero sconvolta, dall’altra piena di speranza che mio figlio tornasse, e non l’ho fatto. Ora ci sono dieci anni di tempo per intentare una casa civile, ma anche se trovassi un avvocato di cuore che volesse seguirmi gratuitamente, ci sarebbero da pagare contributi unificati, spese, tasse che ammontano a migliaia di euro, spese che comunque non posso affrontare.
Cosa ti hanno lasciato questi sei anni di attesa?
Per carattere cerco sempre di far emergere il positivo che ho incontrato sulla mia strada, in un caso come il mio: dal magistrato che si è fatto in quattro, molto sensibile, che si è detto sempre disponibile a riaprire il fascicolo nel caso di anche piccole novità alle tante persone che mi hanno offerto il loro sostegno. Il lato negativo, che purtroppo vivono anche molte altre famiglie, è quello di essere trattati come casi di serie B, perché non abbastanza ‘caso mediatico’. Ce ne sono alcuni che vengono sviscerati in televisione sino allo sfinimento e altri assolutamente ignorati, sconosciuti, dimenticati. Tutti dovrebbero avere il loro spazio, la loro visibilità. In sei anni comunque sono stati fatti molti passi avanti: penso ai piani provinciali con le prefetture, ai protocolli di intesa, al commissario straordinario per le persone scomparse. Noi nel nostro piccolo, con l’Associazione Cercando Fabrizio e… cerchiamo di aiutare le persone che si trovano a vivere la tragedia di una scomparsa. E già questo ci fa sentire meno soli.

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Storie di scomparse, Fabrizio Catalano: i genitori alla Marcia Per la Pace Perugia Assisi 2014

Raccontiamo nella nostra nuova rubrica, Storie di scomparse, è quella di Fabrizio Catalano, scomparso da Assisi il 21 luglio 2005.

Si è svolta oggi, domenica 19 ottobre, la 51esima edizione della Marcia Per la Pace Perugia - Assisi. Come accade ormai dal 2005, i genitori di Fabrizio Catalano, il giovane di Collegno scomparso ad Assisi nel luglio dello stesso anno, hanno preso parte alla Marcia insieme a un gruppo di amici e sostenitori dell’Associazione Cercando Fabrizio e… con una duplice finalità: ricordare Fabrizio e gli oltre 29 mila scomparsi italiani e condividere i valori pacifisti che animano la manifestazione.
Caterina ed Ezio Catalano hanno marciato con le tantissime persone provenienti da tutta Italia già nel 2005, nel 2007, nel 2010 e nel 2011. La speranza è che la loro lotta contro l’indifferenza e l’oblio che vivono le famiglie vittime di una scomparsa possa trovare nuova spinta e nuove ragioni grazie alla Marcia.
Come ogni anno, i familiari e gli amici di Fabrizio hanno allestito un gazebo nei pressi della Basilica di Santa Maria degli Angeli, per dare voce a tutti i familiari delle persone scomparse, mostrando i cartelloni coi volti di figli, madri, padri, fratelli che non hanno ancora fatto ritorno a casa, distribuendo volantini e rispondendo alle domande delle tante persone che si sono fermate con loro.
La speranza, ovviamente, è anche che qualcuno, vedendo i volti di queste persone, possa dare un contributo alle ricerche, con segnalazioni e suggerimenti, cosa che è avvenuta anche oggi. E ogni volta mamma Caterina e papà Ezio si sentono rigenerati dall’affetto e dalla partecipazione di tante persone che marciando condividono con loro speranze e sogni.
Ricordiamo, infine, che l’ultima segnalazione attendibile arrivata ai genitori di Fabrizio è quella dello scorso 25 settembre, quando un autista di bus turistici è certo di aver incontrato un ragazzo a lui molto somigliante nei pressi della stazione Termini di Roma. Segnalazione, quest’ultima, che è nata dopo un passaggio televisivo della storia di Fabrizio a Storie Vere di Raiuno, a riprova del fatto che solo continuando a parlare degli scomparsi si possono aiutare le famiglie ad uscire dal buio e dall’oblio.

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le mamme di Davide e Fabrizio

ottobre 31, 2014

26 settembre 2014 Rai 1 STORIE VERE Cercando Fabrizio e…Davide
24 settembre 2014 eventi, eventi associazione, eventi futuri, Rassegna Stampa, Stampa No comments
Alle ore 10, dopo “Unomattina” ‘Storie Vere’, condotta da Eleonora
Daniele, ospiterà mamma Caterina e mamma Laura, che ripercorreranno abbracciate la scomparsa dei loro figli: Fabrizio Catalano e Davide Barbieri.
Inghiottiti dal sentiero umbro nel mese di luglio del 2005 e del 2008. Rinnoveremo la forza di essere unite in un’unica battaglia.

Unite il 21 marzo 2013 abbiamo costituito il Comitato Cercando Fabrizio e… e il 16 agosto 2014 l’abbiamo convertito in Ass. Cercando Fabrizio E …
Davide ed altri, cento, mille, nomi, con un
viso, una storia e soprattutto una famiglia in perenne attesa.

Il 29 settembre 2012 Mamma Caterina, in veste da Sindaco, per celebrare il matrimonio di Laura e Gianni.
…Il mio sguardo e quello di Laura si sono incrociati durante il nostro viaggio, e si sono riconosciuti simili nel dolore e nella speranza. Tutte e due abbiamo un figlio lontano, perso verso orizzonti sconosciuti. Tutte e due sappiamo che i nostri figli, Davide e Fabrizio, seppure lontanti sono sempre con noi, e, in questa occasione, sono rappresentati da due palloncini… Un soffio di speranza x dire che l’esserci non sempre passa attraverso il toccarsi e il vedersi! Federica ha dato voce, occhi e mani ai nostri figli leggendo due poesie… Una giornata di gioia unica e indimenticabile…

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