abbracciati a chi non c’è

Settembre 14, 2010
Venerdì sera (10/9) sono arrivata in una casa bellissima e tanto grande, sita in S. Ermete di Rimini.
Volendo, potevi girarla per ore, osservando tutto quanto conteneva potendo scoprire sempre qualcosa di nuovo, rispetto al minuto prima. Un delizioso giardino la circondava. Era la casa di Sara ( sorella di Rita Luppino, scomparsa da Milano a marzo del 2008) ed Erio. Io ero un po’ emozionata ed un po’ spaesata. Sono entrata in un immenso salone e di fronte ai miei occhi si sono parati 4 lunghissimi tavoli, su cui spiccavano cento colori composti da tanti, tanti piatti che contenevano tante, tante cose buone e poi si vedevano tante, tante bottiglie: rosse, paglierine, trasparenti. Intorno ai quei tavoli c’erano sedute (ad occhio) una settantina di persone che generavano un inevitabile vocio, bello ed allegro a sentirsi. Prima di vedere tutto ciò, entrando, ho ricevuto degli abbracci tenerissimi, accompagnati da luminosi sorrisi, appartenevano a : Natalina Orlandi (Presidente Penelope Lazio) Caterina Migliazza (Presidente Penelope Piemonte) Sara (padrona di casa) il sorriso di benvenuto di Elisa Pozza Tasca (Presidente Penelope Nazionale). Ecco, gli abbracci ed i sorrisi hanno rappresentato per me il “primo soccorso” per farmi sciogliere un po’ di tensione. Dopo di che, sempre alquanto smarrita, cercavo di intravvedere un buchetto vuoto per potermi sedere vicino a qualcuno che conoscevo almeno un po’. Ho individuato Ezio ed Alessio (marito e figlio di Caterina, mamma di Fabrizio Catalano, scomparso ad Assisi nel luglio del 2005) che conoscevo solo per foto, ma, sapendo a che famiglia appartenevano mi sono data coraggio. Una bella signora bionda dello staff logistico, capendo dove si erano diretti i miei occhi, mi ha chiesto “li conosci? “si”, ho risposto, “dai allora, vieni a sederti qui”, preparandomi il piatto. …
I miei vicini commensali li avevo scelti proprio bene: dopo poco mi sono sentita a casa……
Alessio Catalano tra due Mamme : Laura e Caterina (S. Ermete)

Alessio Catalano tra due Mamme : Laura e Caterina (S. Ermete)

Ecco, così è cominciata la ricchissima avventura del Seminario organizzato dall’Associazione Penelope Nazionale che, è stato magistralmente ospitato, dall’Associazione Penelope dell’Emilia Romagna.

Il titolo del convegno? “Essere squadra per la speranza”. E direi che già il titolo basta a scaldare i cuori donando loro la voglia di ritrovare rinnovata forza.

Cosa mi sono “rubata”, portandomelo a casa?

Arricchimento personale:

il conoscere tante nuove persone, tutte straordinariamente belle, perchè ognuna di loro, portatrice sana di profonde lacerazioni, di dolori irrisolti e molti irrisolvibili, ormai.

Lo stupore di assistere al “miracolo” del dolore. Scoprire che egli(il dolore) è il conduttore, primo ed unico protagonista, che consente di eliminare qualsiasi forma di iter comunicativo consueto. Difatti, quando tu approcci per la prima volta con le persone, usualmente, ci si dà la mano, presentadosi con lo scambio dei nomi. Dopo di chè si rimane alquanto imbarazzati, sentendosi un po’ imbranati, o fuori luogo, o per qualsiasi altra ragione, un po’ a disagio, in ogni caso si rimane freddi e formali, per un tempo ragionevole.

Quando noi di Penelope ci si incontra non occorrono presentazioni, il nostro saluto è l’abbraccio, vero, autentico, caldo, strettissimo, con cui ci diciamo fiumi di parole, con cui sorvoliamo mille formalità, con cui approdiamo direttamente gli uni negli altri.

Il segreto?

Nel nostro abbraccio, sono “compresi”, proprio lì tra le nostre braccia ed i nostri corpi, tutti coloro che amiamo e non ci sono: i “nostri” scomparsi: appartenenti ad un mondo invisibile come quello dei clochard, ma purtroppo, ancor più sommerso. Sommerso nel buco nero dell’ “ignoranza” del fenomeno.

Arricchimento di conoscenza

Perchè ho avuto modo di ascoltare tanto. Ascoltare persone animate da tanto amore, da tanta voglia di donare le loro competenze e la loro sensibilità ad una causa tanto importante e “sconosciuta”

Il dott. Pietro Berti, psicologo, che ci ha “istruito” sulle tecniche di comunicazione da adottare, sopratutto all’interno di un gruppo. E’ stato lui, per primo, un grande comunicatore, tenendoci incollati alle sue parole come tanti scolaretti.

La nostra Presidente Elisa Pozza Tasca che ci ha tanto spronato al maggior impegno per migliorare i nostri rapporti e, quindi la comunicazione, con il mondo esterno, con i mass media. Chiedendo di confrontarci, cercando il dialogo con altre associazioni analoghe, “Alzheimer uniti” , per esempio, facendoci così voce per chi, scomparso, non può chiedere aiuto direttamente per far rispettare i propri diritti. Ma, al contempo, ci ha incoraggiati, riportandoci i risultati positivi dell’ultimo anno trascorso.

Il Commissario Straordinario dell’Ufficio del Ministero dell’Interno per le persone scomparse: il Prefetto Michele Penta. Che ci ha rassicurato su nuovi mezzi messi a disposizione degli Organi di Stato, come la banca dati che permette, attraverso una speciale scheda, di immettere quanti più dettagli possibili sulle persone che si ricercano, per raffrontarli, sia, con cadaveri non identificati, sia ai fini della ricerca medesima.

Il Generale Garofano, dei RIS, che ha messo a disposizione dell’Associazione Penelope, le sue competenze scientifiche. Dono decisamente prezioso.

Così come di preziosità si tratta l’offerta ricevuta da due Avvocati di Perugia. Avv. Biscotti ed Avvocato Gentile, che, a titolo completamente gratuito si sono messi a disposizione per fare da tramite tra le famiglie degli scomparsi ed i vari Procuratori che ne curano le indagini. E per questioni legali che coinvolgono altre famiglie.

Io credo che, se veramente, riusciremo a sensibilizzare chi di dovere al fenomeno delle scomparse, certamente ritroveremo più persone rispetto all’attualità. Che poi lo scopo è tutto qui: ritrovarle.Vi faccio un esempio banale ed irriverente confrontato alle persone, ma mi serve per aiutarmi ad esemplificare. Nell’ufficio dove lavoro abbiamo un sistema informatico di protocollo che ci permette di protocollare, minuziosamente in entrata ed in uscita ogni singolo pezzo di carta che transita dalla e nella Società. Arriva il momento, sempre, che occorre rintracciare questo o quel documento, sapete che succede la maggior parte delle volte, nonostante tutto il supporto informatico? Che il documento che si cerca non si trova. Allora? Io mi ritrovo a dire: scusate l’unico scopo di protocollare sta’ nel fatto che, all’eventuale ricerca , in un attimo si trova quello che si cerca. Se invece la maggior parte delle volte non troviamo quello che cerchiamo a che servono, la struttura, il lavoro, l’impiego delle persone e del tempo, quindi i costi che vengono impiegati per protocollare ,se poi non si trova ciò che si cerca che, evidentemente è indispensabile trovare per dar corso a delle risposte importanti, ecc.? .

Pertanto, tornando all’argomento che ci sta’ a cuore: i nostri scomparsi, penso che, se si arriverà ad affinare e rendere efficaci le tecniche di ricerche sino ad ora in uso. …. forse….

Perchè se pensiamo che mai ricerca, credo, sia stata più repentina di quella messa in atto per Sara Scazzi: venti minuti dopo il non trovarla e, purtroppo, nonostante ciò, sino ad oggi, non c’è stato riscontro, vuol dire che qualcosa, o forse molto, deve essere verificato, analizzato e quindi cambiato.

Spero davvero che se tutte le forze preposte a questo tipo di compito si concerteranno, studiando con reale impegno e volontà questo scenario, si riuscirà ad avere risultati ben diversi da quelli sino ad oggi ottenuti.

Vi ricordate il caso di Alfredino Rampi? Quel bimbo di appena sei anni caduto in un pozzo, a Vermicino, vicino Frascati? Era il 1981. A quasi 30 anni di distanza, con gli enormi progressi fatti, oggi, certamente, Alfredino sarebbe ancora tra noi.

Così come se confrontiamo la qualità e la tempestività dei soccorsi messi in atto per il terremoto dell’Aquila, ci rendiamo conto che, non c’è paragone rispetto a tragedie analoghe accadute nel passato.

gli uomini di Penelope - S, Ermete di Rimini 12/9/2010

gli uomini di Penelope - S, Ermete di Rimini 12/9/2010

Al di sopra di queste mie povere riflessioni.

C’è il mio : “grazie”:

g = generosità, r = rispetto, a = amore, z = zelo, i = impegno, e = efficacia.

GRAZIE a tutti, proprio a tutti, cominciando dalla meravigliosa, contagiosa, simpatia dei romagnoli, per finire a tutti coloro che hanno rivolto lo sguardo verso i nostri scomparsi, e che, sono certa, faranno seguire il loro cuore e la loro testa.

Ma, evidentemente il mio grazie, senza confini, va a Davide.

Perchè per tre giorni è stato con me, affianco a me, abbracciato a me:.

Quanto è stato bello, amore mio, stare con te!!! La tua mamma. Sempre.

le donne di Penelope - S Ermete di Rimini

le donne di Penelope - S Ermete di Rimini

Natalina, Gilda, Ida, Laura, Anna Maria, Sara

Natalina, Gilda, Ida, Laura, Anna Maria, Sara

Ida, Caterina, Laura

Ida, Caterina, Laura

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