Lettera aperta al Presidente Mattarella

novembre 8, 2015

All’ illustrissimo Sig. Presidente  della Repubblica Italiana On.le Prof. Sergio Mattarella

Egr. Sig. Presidente,

non sappiamo se questa nostra lettera-appello conoscerà mai “l’onore” di essere letta da Lei, tanto meno se riceverà una risposta. Consapevoli dell’infinito numero di missive che ogni giorno vengono recapitate alla Sua attenzione.

Ma poiché siamo persone avvezze a credere all’impossibile e a volte, sperare che i miracoli possano ancora accadere, eccoci qua che, con grande rispetto e tanta fiducia, ci rivolgiamo a Lei.

Siamo un gruppo di famiglie unite nella condivisione di un dolore dall’unico colore: il rosso a simboleggiare l’amore, la fede, il sangue, il cuore.

Perché? Nel calendario delle nostre vite c’è una croce evidenziata in rosso: è la data della sparizione di un nostro congiunto: figlio/a, madre/padre, sorella/fratello.

Ognuno di loro rappresenta il popolo sommerso dei cosiddetti “scomparsi” che, un giorno qualunque, per un motivo qualunque, nella maggioranza dei casi senza alcun motivo, almeno apparente o noto, sono usciti da un luogo definito: casa, comunità, ufficio, scuola o passeggiando in strada e lì, in quel luogo da cui sono usciti i loro famigliari hanno iniziato l’angosciante interminabile attesa del loro ritorno, vedendo trascorrere inesorabili i giorni, i mesi, gli anni.

Secondo la stima dell’Ufficio delle Persone scomparse del Ministero dell’Interno, si conta la scomparsa di circa 30.000 persone dal 1974 ad oggi. Fenomeno in continuo incremento.

Si può esemplificare come la scomparsa di un intera cittadina: una tragica rivisitazione di una Pompei dei nostri giorni.

Difatti i nostri scomparsi rimangono seppelliti da un’eruzione gigantesca che li inghiotte, ma che invece di Vesuvio si chiama “il nulla”, loro restano nel limbo di una  vita sospesa, noi che, li attendiamo, nella pietrificazione perenne di quell’ ultimo saluto, di quell’ultimo sorriso, di quell’ultimo sguardo ….. dove sono? Bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani? Tutti con un’identità riconosciuta e conosciuta, tutti appartenenti ad una famiglia.

Chi si occupa di loro e di noi? Se si ascoltano gli “addetti ai lavori” si sente dire che ogni Prefettura (o quasi) ha stilato un protocollo d’intesa, scaturito da un tavolo tecnico che, vede l’immediato intervento di una “task force” (forze dell’ordine, protezione civile, soccorso alpino, cani molecolari, ecc,) che viene impegnata nelle ricerche dello scomparso

Si è vero, qualcosa rispetto al passato, è progredito, ma la strada per arrivare ad una ricerca efficace e soprattutto immediata è ancora lunga ed in salita.

Ma soprattutto, quello che fa sanguinare i nostri cuori, è che esistono scomparsi di serie A e di serie B. Ovvero le ricerche che vengono eseguite con ogni forza e mezzo, sono quelle dedicate ai casi che, non sappiamo, per quali strane coincidenze, diventano un caso mediatico, quindi di pubblico dominio, su cui si accendono voci e riflettori da ogni platea televisiva e giornalistica, ragion per cui occorre dimostrare tutta l’efficienza possibile.

Ma a fronte di queste alcune decine di “privilegiati” ne restano migliaia prive di volto, di nome e reali riscontri di ricerca.

Altro tristissimo fenomeno che desideriamo portare alla Sua attenzione sono i circa 1.300 cadaveri non identificati che giacciono negli obitori della Medicina Legale di tanti Ospedali italiani.

Perché? Non si può eseguire il DNA sul congiunto più prossimo di uno scomparso così che quando giunge un cadavere senza identità in un obitorio possa operarsi la comparazione.

Chissà in quante centinaia di casi, se così fosse, il corpo potrebbe venire restituito alla famiglia in dolorosissima e trepidante attesa del ritorno del proprio caro il quale magari, da 7/10, anni giace in uno squallidissimo anonimato in un altrettanto squallidissimo ed anonimo obitorio. Mentre potrebbe ricevere una degna sepoltura e dare un altro colore al dolore di chi attende.

Riteniamo che tutto ciò sia anti-cristiano, anti-etico, diremo al limite del disumano.

Perché? L’effettuazione del DNA comporta costi troppo alti per lo Stato.

Poi, riallacciandoci a quanto sopra detto, diventa di pubblico dominio un caso come quello della povera Yara Gambirasio e poiché per far bella figura con l’opinione pubblica, bisogna assicurare la consegna dell’assassino alla giustizia (giustissimo, per carità) si eseguono migliaia e migliaia di DNA … chi paga? La domanda sorge spontanea.

Ecco, caro Presidente, il nostro appello:

· che gli scomparsi siano trattati tutti alla stessa stregua, ovvero finché non si è giunti alla risoluzione di una caso con il ritrovamento del soggetto vivo o morto, non vengano archiviati i fascicoli e si continui ad indagare;

· che dopo la presentazione di una denuncia di scomparsa di una persona da parte dei famigliari alle forze dell’ordine, trascorso un arco di tempo ragionevole, per esempio, sei mesi, si effettui il DNA su un famigliare, per un eventuale comparazione con chi viene ritrovato o portato in obitorio;

· istituire una giornata nazionale dedicata agli scomparsi con la partecipazione delle loro famiglie per non dimenticare questo fenomeno che si può certamente definire una piaga sociale, un fenomeno aberrante che non trova risposte a confortare l’immane dolore di chi resta ad attendere nell’ergastolo del limbo.

Per il dovuto riguardo che merita la Sua persona, non abbiamo scritto e firmato in rosso

le parole che Le abbiamo rivolto, ma non ci occorre alcuno sforzo, né fare riscorso alla retorica, per avere contezza che anche il suo cuore riporta una ferita sanguinante di colore rosso, mai rimarginata …. L’abbandono ingiusto, ingiustificato ed ingiustificabile di una persona carissima alla sua vita che un infame destino Le ha strappato via.

Caro Presidente, uniti con Lei da un rosso di un unico dolore, confidiamo vivamente in una Sua, per noi preziosissima, considerazione di quanto richiestoLe,

Le auguriamo, con affetto. un proseguimento proficuo e sereno del suo arduo, ma onorevolissimo mandato.

Permetta, con umiltà e ossequio, di abbracciarLa.

I familiari:

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Laura mamma/papà di Davide Barbieri,, scomparso Comunità Lahuèn di Orvieto il 27/07/2008. Laura ha affidato il figlio a una comunità di recupero, che, invece di prendersi cura di lui, hanno lasciato che uscisse dal cancello e fosse inghiottito dal nulla. “Signora,tranquilla, sicuramente suo figlio sta cercando di tornare a casa”. Ma sono oltre 5 anni che Davide non dorme nella sua stanza, nel suo letto. Contatti: www.cerchiamodavide.org

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Ezio e Caterina, genitori di Fabrizio Catalano, scomparso il 21/07/2005 ad Assisi, dove frequentava un corso universitario di musicoterapia. Profondamente religioso e impegnato nel volontariato abbandona tutti i suoi effetti personali. La sua sacca e la sua chitarra sono stati rinvenuti, in luoghi e tempi diversi, sul sentiero francescano della pace Assisi-Gubbio. L’ultima telefonata fatta ad un cara amica, il giorno prima della sua sparizione, diceva di aver trovato una cosa meravigliosa, la strada verso il buon Signore. Dov’è Fabrizio? Contatti: www.fabriziocatalano.it

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Luisa Rolla , mamma di Michele Rodriguez Larreta, scomparso il 18/6/2011 dalla Sicilia; Michele viveva in Spagna, ma trascorreva molto tempo a Bergamo con la mamma . Era partito per le vacanze in Sicilia. Scompare da Palermo ma l’auto che aveva noleggiato viene ritrovata a Pisa. Michele è un fascicolo rimpallato da procura in procura: chi deve cercarlo? Mamma Luisa è una donna sola, che sola ha fatto della ricerca di chiarezza in questa vicenda lo scopo della sua vita; ma è dura far valere i propri diritti quando anche solo per un pezzo di carta che ti dice quali telefonate abbia fatto o ricevuto tuo figlio, passano mesi, e quando tutte le porte, davanti ad una donna sola, rimangono chiuse.

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I genitori di Sonia Marra, pugliese scomparsa da Perugia il 16/11/2006 dove frequentava un corso universitario e lavorava saltuariamente alla scuola di teologia. Il suo corpo non è stato trovato. I suoi genitori non hanno pace. Un processo in corso per omicidio, occultamento di cadavere e soppressione di prove.

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Angelo e Camilla, genitori di Tiziano Allegretti, scomparso nel 2005 da Roma, ora nonni di una bellissima nipotina che Tiziano non conosce ancora

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Carmela e figli di Giuseppe Bruno, scomparso il 27/5/2004 da Villarosa (EN) Carmela è siciliana e ha dovuto spiegare ai quattro figli, la cui più piccola di soli quattro anni, che il padre, l’autotrasportatore Giuseppe Bruno, era scomparso nel nulla. E oggi oltre a lottare per la giustizia deve anche fare i conti con la burocrazia che riapre ferite mai rimarginate.

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Anna e Franco genitori di Stefano Borri, scomparso da Roma il 22/02/2006. All’interno della sua macchina un biglietto “Scusate, sono stufo di andare avanti così”.Gli inquirenti ipotizzano il suicidio e non lo cercano, ma il suo corpo dov’è?

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Mario Allegretti, scomparso il 13/8/2012 da Potenza, mamma Rosetta, ormai anziana vive nel tormento e nella preghiera Mario ha salutato la sua mamma contento di andare a riposare un po’ dopo un anno di lavoro, le sue tracce si sono perse a Courmayeur, è proprio nel parcheggio della funivia che è stata ritrovata la sua macchina con all’interno tutti i suoi effetti personali, Mario aveva fatto un lungo viaggio da solo alla ricerca della tranquillità e della serenità. Gli ultimi messaggi ad alcuni amici in cui descriveva felice la bellezza dei posti che stava visitando poi,dal 18 agosto anche il suo cellulare ha taciuto…chissà quante cose avrebbe ancora voluto raccontarci! Contatti : 0971/53822.

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Immacolata Guzzo , mamma di Giuseppe Loria, scomparso il 3/9/2005 da San Giovanni in Fiore (CS). Immacolata, abbandonata prima dal marito, poi dalle istituzioni e dai suoi conterranei perché Giuseppe in passato aveva frequentato un brutto giro e aveva fatto uso di droga … allora forse non è utile impiegare risorse per cercare uno come lui! Voci parlano di “lupara bianca”. Immacolata chiede pietà “chi sa parli”.

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Franco e Laura, genitori di Marcello Volpe, scomparso da Palermo il 12/7/2011 giorno precedente il suo ventesimo compleanno, continuano a cercarlo e a sperare insieme al figlio Riccardo di 24 anni, legatissimo al fratello, che dorme nella stanza dove c’è ancora il lettino vuoto di Marcello.Avevano preparato tutti insieme con gioia quella festa di compleanno alla quale Marcello non ha partecipato, prima di sparire nel nulla. Aveva chiesto una torta al cioccolato.

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Albanascente insieme al papà continuano a cercare Rina Pennetti , mamma di due bambine, svanita nel 2009 a Cosenza. La sua ultima traccia è una borsa strappata ritrovata a Rende. Ma di Rina nessuno dice e nessuno sa nulla.

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Mario Pignalosa. scomparso 2/1/2013 da Portici (NA): Pensionato di 73 anni. I familiari lo cercano disperatamente Contatti: figlia Sabrina Pignalosa

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Giuseppe, Daniela e Carmelo, la famiglia di Luca Spoto, scomparso da Roma l’1/04/2004. Mamma Daniela non ha mai smesso di pregare e si conforta dicendo che prima o poi riabbraccerà Luca.

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Antonio e Stefano Maiorana scomparsi :03/08/2007 Isola delle Femmine presso un cantiere edile(PA). Si parlò di LUPARA BIANCA. Il 6 gennaio2009 Marco Maiorana ci lasciava rotto dal dolore per la perdita del fratello e del padre. Oggi è sepolto nel cimitero di Monreale.

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Ivano Ricci Torricelli, rimasto solo, è scomparso il 13 agosto 2009 dalla casa di riabilitazione l’Airone nei pressi di Orvieto Scalo. Per quattro anni non si hanno più segnalazioni che possano ricondurre a lui . Dopo un appello fatto su RAI3 sono pervenute numerose segnalazioni che collocano una persona fortemente somigliante a Ivano in numerosi quartieri di Perugia . Nonostante tutto non e stato ancora rintracciato .

Contatti : cugini, parenti più stretti,: Michele – Emanuela

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Emanuele Arcamone, scomparso da Ischia(NA) il 09/05/13

GabrieleDe Tursi, scomparso da Strogoli (KR) il 5/6/13

Imane Laluoa, scomparsa da Montecatini Terme (Pistoia) il 27 giugno 2003

Daniela Sanjuan, scomparsa dalla comunità “Il piccolo carro” di Bettona (Perugia)

Francesca sorella di Mirko Margiotti: scomparso e ritrovato dopo un anno chiuso dentro il suo fiorino parcheggiato davanti una scuola ed un parco giochi x bambini, dove l’indifferenza della gente e delle Autorità ( ritrovato x scadenza assicurazione, mandando a casa una multa non vedendo che il fiorino era segnalato da un anno x la sua scomparsa insieme a Mirko ) ha fatto si che lo abbiano ritrovato in condizioni di avanzato stato di composizione negandoci l’ultimo abbraccio. Questo non deve più accadere a nessuno.

Pina, mamma di Massimo Boncore, che con le sue preghiere dopo due anni ha ritrovato Massimo: ora sa dove portare un fiore e continuerà a pregare affinché il suo angelo indichi agli scomparsi, attesi dalle loro famiglie. la strada di casa.

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