a Emma Marino

Aprile 19, 2009

Anch’io ricordo: una bimba brunetta, intelligentissima, vivacissima, amica ed importante compagna di giochi di Davide. Ricordo papà tuo, come una persona buona e pacata, attacatissimo alla famiglia. Di lui ho un intenso ricordo personale che porterò con me per sempre.
Quando Davide era steso immobile sul lettino di un’anonima e tristissima stanza dell’Ospedale Civico di Palermo, Aldo è venuto a trovarlo. L’ha guardato… il tempo di un attimo… è stato scosso da un forte moto di commozione… non ce l’ha fatta, è uscito di corsa dalla stanza. Non ha sopportato vedere quel tenero e bel bimbo che non esprimeva vita, ma morte.
Ricodo la tua mamma. Io ho vissuto un momento di forte difficoltà, non avevo lavoro. Lei mi ha espresso la sua bella amicizia in gesti di solidarietà concreta, faceva la spesa e veniva a casa a portarcela. Io lo so, Emma, che già di tuo riconosci il valore delle persone meravigliose che hai avuto il privilegio di avere come genitori, ma spero che con queste mie parole, tu possa rafforzare ancor più la tua convinzione. Grazie, adesso, anche a te, perchè attraverso le tue forti, sentite e sensibilissime parole, capisco che sei proprio figllia di cotanti genitori. Grazie, Emma. Tu non puoi immaginare quanto è straordinario, in una situazione terribile, di tenebre, quale mi trovo. Perchè la scomparsa non è nè morte, nè vita, ma il nulla. Dicevo, quanto dà tepore all’anima, sentire le persone che, a distanza di tanti anni, ti dicono: “ho voluto bene a Davide, e ti confermo che ha meritato tutto il nostro affetto e lo meriterebbe, inalterato anche oggi.” Grazie, non puoi capire quanto lui sarebbe felice di saperlo. Sono certa, che se lo vogliamo tutti e tutti insieme, un giorno glielo potremo far sapere. Ti abbraccio con infinita tenerezza e gratitudine e bisogno di sentire il calore di persone belle come voi. Dai un bacio per me ai tuoi. Fatti sentire, quando puoi. Laura

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